Ecco i dati sul terremoto: l’Italia nel 2019 ha tremato oltre 16mila volte

La maggior parte degli eventi sismici di magnitudo pari o superiore a 5.0 (rappresentati nella mappa con le stelle rosse) sono avvenuti in Albania durante la sequenza sismica di fine novembre

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Nel corso del 2019 grazie alla Rete Sismica Nazionale (RSN) sono stati registrati 16584 terremoti sul territorio italiano e nelle zone limitrofe. Una media di oltre 45 eventi al giorno sono stati localizzati dai nostri ricercatori e tecnici in turno H24 nelle Sale di Sorveglianza dell’INGV. Poco meno di 2 ogni ora, uno ogni 30 minuti circa.

Nella mappa si può notare che i più forti terremoti del 2019 sono stati localizzati al di fuori del territorio italiano. La maggior parte degli eventi sismici di magnitudo pari o superiore a 5.0 (rappresentati nella mappa con le stelle rosse) sono avvenuti in Albania durante la sequenza sismica di fine novembre: l’evento più forte, di magnitudo Mw 6.2, si è verificato il 26 novembre e poi altri quattro terremoti di magnitudo compresa tra di 5.1 e 5.4 sono avvenuti nelle ore e nei giorni successivi. Nella stessa area si erano verificati, nel mese di settembre, altri due eventi di magnitudo 5.4 e 5.2.

Inoltre il 26 novembre in territorio bosniaco è stato localizzato un terremoto di magnitudo Mb 5.3, mentre nel mese di luglio al largo della costa dell’Algeria è avvenuto un terremoto di magnitudo Mb 5.0. Sul territorio italiano l’evento di magnitudo più alta, Mw 4.5, è stato registrato il 9 dicembre nel Mugello.

Il numero di terremoti localizzati nel 2019 è ancora in calo rispetto agli ultimi tre anni, in particolare se lo si confronta con il numero di terremoti del 2016 e 2017. Già dal 2018 il contributo di eventi sismici determinato dalla sequenza sismica in Italia centrale, iniziata il 24 agosto 2016, è stato in forte calo; per il 2019 questo contributo si è ancora ridotto, anche se in percentuale rappresenta ancora un valore molto elevato rispetto al totale della sismicità in Italia: circa il 40%.

Nel grafico sottostante è visualizzato il numero di terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale dal 2012 al 2019. Con la colonna blu è rappresentato il numero totale di eventi (tutte le magnitudo) che raggiunge valori molto elevati durante il 2016 e 2017, a causa della sequenza in Italia centrale. Negli altri anni questo numero si mantiene intorno ai 20 mila terremoti all’anno, con il 2012, il 2015 e il 2019 che mostrano valori leggermente al di sotto. La colonna rossa invece indica il numero di terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2.0 che in media corrisponde al 10-15% dei terremoti totali registrati e che conferma la tendenza ad una diminuzione nel 2019 rispetto agli anni precedenti.

Qualche numero per i terremoti del 2019 in Italia e nelle aree limitrofe
16584 terremoti registrati in Italia e nelle aree limitrofe.
1854 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2.0.
9 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 5.0, tutti avvenuti al di fuori del territorio italiano: la maggior parte in Albania, uno in Bosnia e uno in Algeria.
23 terremoti di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9; di cui 12 localizzati in territorio albanese, 8 eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.5 in territorio italiano e 3 nel mar Tirreno e nel mar Ionio.
172 terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.
Circa il 90% dei terremoti localizzati in Italia nel 2019 ha avuto magnitudo minore di 2.0, e probabilmente non sono stati avvertiti dalla popolazione, salvo qualche eccezione (per esempio in caso di ipocentri molto superficiali in prossimità di aree abitate).

Nella tabella sono riportati tutti gli eventi registrati dalla Rete Sismica Nazionale di magnitudo pari o superiore a 4.0 sul territorio nazionale o lungo le coste.

Scorrendo la tabella segnaliamo che alcuni di questi terremoti sono legati a sequenze sismiche, più o meno lunghe, avvenute in Italia nel 2019. Altri invece possono essere considerati eventi “isolati”, come ad esempio il terremoto profondo (oltre 300 km) del 21 settembre in provincia di Salerno, quello del 15 gennaio in provincia di Ravenna e gli eventi nel Mar Tirreno del 9 settembre e nel Mar Ionio del 31 ottobre.

Alcune delle sequenze sismiche registrate nel 2019 erano già attive negli anni precedenti come ad esempio quella in Italia centrale e quella di dicembre 2018 in area etnea. Le sequenze sismiche iniziate nel 2019 sono avvenute in diverse aree del nostro territorio, generalmente di breve durata (al massimo qualche decina di giorni) e con valori di magnitudo non elevati.

Nel 2019 l’attività sismica nell’area della sequenza di Amatrice-Visso-Norcia (centro Italia), iniziata il 24 agosto del 2016 e proseguita negli anni successivi, è diminuita sia nel numero complessivo di scosse sia nel numero di eventi di magnitudo rilevante. Come già detto in precedenza, questa sequenza però contribuisce ancora in maniera significativa alla sismicità totale in Italia. Con i suoi circa 7500 terremoti nel 2019 rappresenta oltre il 40% dei terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale nello scorso anno.

L’evento di magnitudo maggiore registrato in quest’area nel 2019, Mw 4.0, è avvenuto il 1 settembre con epicentro nei pressi di Norcia (PG). Durante l’anno appena trascorso, la sismicità si è concentrata proprio intorno al comune umbro e nell’area intorno al lago di Campotosto in provincia dell’Aquila.

A dicembre un’area in provincia di Firenze, a circa 20 km dal capoluogo toscano, è stata interessata da numerosi eventi sismici; in particolare nella notte tra l’8 e il 9 dicembre è stato registrato un terremoto di magnitudo Mw 4.5 con epicentro tra i comuni di Scarperia e San Piero e Barberino del Mugello. Questo evento, il più forte del 2019 in territorio italiano, è stato risentito in tutta l’area dell’Appennino tosco-emiliano, in particolare in provincia di Firenze e in tutta la parte settentrionale della Toscana provocando anche alcuni danni. Altri eventi sono avvenuti nei giorni successivi e per tutto il mese di dicembre: in totale si contano oltre 230 terremoti, di cui 13 con magnitudo maggiore o uguale a 3.0.

Il 7 novembre è stato registrato un terremoto di magnitudo Mw 4.4 al confine tra Lazio e Abruzzo e con epicentro nel comune di Balsorano (AQ) al confine con la provincia di Frosinone. Il terremoto è stato avvertito in un’ampia regione dell’Italia centrale e nei giorni successivi sono state numerose le repliche nell’area. Dal 7 novembre al 31 dicembre sono oltre 170 i terremoti registrati, tutti di bassa magnitudo, e un solo evento di magnitudo superiore a 3.0.

Area interessata dalla sequenza sismica registrata nei mesi di novembre e dicembre 2019 tra le province di Frosinone e dell’Aquila. Nella mappa viene anche mostrata, qualche chilometro a nord della sequenza iniziata il 7 novembre, un’altra piccola sequenza nei pressi di Collelongo (provincia dell’Aquila) con un terremoto di magnitudo Mw 4.1 il 1 gennaio 2019.

Nel mese di dicembre 2018 l’attività sismica in area etnea è stata molto intensa specie nei settori orientale e meridionale. In queste aree si sono verificati i terremoti più forti, incluso l’evento registrato il 26 dicembre 2018 di magnitudo Mw 4.9 (ML 4.8) nel comune di Viagrande (CT). Anche nel 2019 la sismicità nell’area etnea è stata frequente: in particolare, nei primi giorni dell’anno il 9 gennaio, si è verificato un terremoto di magnitudo Ml 4.1 con epicentro nel comune di Linguaglossa (CT), in un settore differente rispetto a quelli degli epicentri dei terremoti di fine 2018.

Nel 2019 in un’area qualche chilometro a largo della costa calabra nord-occidentale (provincia di Cosenza) sono stati registrati numerosi terremoti, circa 115 di diverse magnitudo e profondità ipocentrali. L’evento del 25 ottobre, di magnitudo Mw 4.4 e profondità 12 km, è stato il più forte e anche quello maggiormente risentito nelle aree costiere adiacenti. Tutti gli altri eventi sono stati di bassa magnitudo, di questi solo 6 hanno raggiunto o superato magnitudo 3.0.

Nei mesi di novembre e dicembre 2019, un’area qualche chilometro a sud della città di Benevento è stata interessata da numerosi eventi sismici localizzati tra i comuni di San Leucio del Sannio (BN) e Ceppaloni (BN). In particolare nelle giornate del 25 novembre e del 16 dicembre sono stati registrati diversi terremoti con magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9. Il terremoto di magnitudo maggiore è stato quello delle ore 11:36 del 16 dicembre, Mw 3.9, risentito in una vasta area tra le province di Benevento e Avellino (comprese le città capoluogo), ma anche in alcune località delle vicine province di Napoli e Salerno. In totale dal 21 novembre al 31 dicembre sono stati localizzati nell’area circa 70 terremoti.

La sismicità del 2019 registrata dalla Rete Simica Nazionale dell’INGV viene mostrata in una mappa interattiva (dashboard), pubblicata nella galleria StoryMaps&Terremoti. In questa applicazione sono rappresentati i terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2.0, classificati e tematizzati in base alla loro magnitudo. Ogni evento può essere interrogato per visualizzare i relativi parametri ipocentrali.

Nell’applicazione sono disponibili le infografiche che mostrano, per un’area scelta dall’utente, il numero di terremoti totali localizzati nel 2019, la magnitudo massima e la loro distribuzione nei 12 mesi dell’anno. E’ inoltre possibile attivare il TIME SLIDER per far partire un’animazione spazio-temporale della sismicità dal 1 gennaio 2019 o da altri intervalli temporali. Infine altre funzionalità disponibili sono alcuni ZOOM sulle principali sequenze del 2019 e una mappa di densità dei terremoti attivabile dalla funzione LAYERS.



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