Nell’era del digitale a tutti i costi, tutto è possibile?

Il silenzio elettorale è diventato un consiglio più che una legge dello Stato? Sul Web impazza la campagna elettorale anche oggi e anche sul nostro giornale

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Come tanti altri quotidiani online, nazionali e locali, anche noi de il Gazzettino vesuviano abbiamo un account “Adsense” con Google, per capirci le pubblicità che appaiono nelle nostre pagine e non gestite da noi direttamente.

Ebbene, questa mattina, pochi minuti fa, come faccio praticamente ogni giorno, ho verificato l’andamento del giornale e le ultime notizie pubblicate.

E qui la grossa sorpresa: “Domenica 26 gennaio – VOTA BONACCINI”. Vota Bonaccini? Ah! dimenticavo, è vero che noi siamo un quotidiano locale, ma la devo smettere di pensare “cartaceamente”. Ora il Gazzettino va in rete e quindi oltre ad essere nazionale è raggiungibile da tutto il mondo…

E allora il “Vota Bonaccini”, com’è ovvio, non è rivolto a noi vesuviani, ma a tutti gli italiani, e indubbiamente a qualche emiliano-romagnolo che magari, anche per sbaglio, dovesse giungere sulle nostre pagine.

Ma se il signor Google ha inviato questa “pubblicità elettorale” sul nostro giornale, l’avrà mandata chissà su quante altre pagine Web. Tanta propaganda elettorale su tantissime pagine che praticamente la ospitano, spesso, senza nemmeno accorgersene.

Ma qui da noi, non a Napoli, in Italia, non esisteva il silenzio elettorale? Ma non era vietato fare propaganda elettorale il giorno antecedente al voto e durante i giorni di votazione?

La guerra è guerra, post sui social da centrodestra, pubblicità “vietata” da centrosinistra, in barba alle leggi dello Stato.

Ma veramente è tutto lecito? Se così fosse, ci tocca prendere atto che tutto si può fare nella cosiddetta “Repubblica… delle banane”, con tanto rispetto per l’esotico frutto, ma rivolgendo un caro saluto a regole, leggi e legalità.

Buon voto a tutti e che vinca il più furbo.

Gennaro Cirillo

 

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Da sempre abituato a vivere con il Gazzettino vesuviano in casa, giornale fondato pochi anni dopo la sua nascita dal padre Pasquale Cirillo. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1990, ricorda come suo primo articolo di politica un consiglio comunale di Boscotrecase, aveva 16 anni. Non sa perchè gli piace continuare a fare il giornalista, sa solo che gli piace, e alle passioni non si può che soccombere. "Il mestiere più bello del mondo".