Torre Annunziata: Ospitalità diffusa e diffusione del turismo nell’area vesuviana

Riflessioni e stimoli per una sfida da non perdere al Liceo dell’Arte e della Comunicazione “Giorgio De Chirico” il primo congresso associativo della Rete Vesuviana di Ospitalità Diffusa

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Venerdì 31 gennaio 2020 alle ore 15.30 nell’aula Magna del Liceo dell’Arte e della Comunicazione “Giorgio De Chirico” di Torre Annunziata si svolgerà il primo congresso associativo della Rete Vesuviana di Ospitalità Diffusa (Arev-OD).

L’incontro, nella forma di convegno dal titolo decisamente esplicito “Ospitalità Diffusa e Diffusione del Turismo nell’area vesuviana: Riflessioni e Stimoli per una sfida da non perdere”, vuole essere anche un’occasione di confronto, sul tema del turismo nel nostro territorio, con tutti gli interlocutori interessati: istituzioni, associazioni, operatori economici.

In particolare l’evento intende promuovere una riflessione su una nuova concezione di turismo, di fatto individuato nel brand lessicale di “ospitalità diffusa”, ma ancor più, nello spirito che lo ispira, nell’aggettivo “olistico”. Infatti, proprio in ossequio al più intimo significato di olismo, coinvolge diversi ambiti e settori, ponendo al centro della proposta il totale benessere del turista/viaggiatore in armonia con il complementare “scenario” del luogo/comunità con la sua storia e la straordinaria molteplicità delle sue tradizioni.

L’intento è quello di scardinare le consuete divisioni amministrative (comuni, enti …) o sottese ad un miope e anacronistico campanilismo e introdurre il concetto di distretto geografico e culturale, ma colto nella sua dimensione di palcoscenico assoluto – “glocal” secondo la formula di Bauman – armonizzando le pratiche tanto nella direzione dell’ecosostenibilità, quanto in quella dell’offerta integrata

Un turismo che individua nelle relazioni umane e non solo ed esclusivamente nella visita ai luoghi e alle attività di interesse la sua più intensa attrattiva. Un modo per avvicinare il turista a quella parte di anima mundi declinata nella specificità del genius loci, capace di alimentare il genio individuale ma anche di trarre da esso, a sua volta, ispirazione. Il “genio”, appunto, quello che nel nostro dialetto definisce la predisposizione, l’inclinazione, il talento. Ma anche l’affetto, il sentire più intenso e vero.

Anima mundi, genius loci, genio individuale. Tre antiche formule a indicare un percorso nuovo, ma orientato dalla tradizione, che definire “ospitalità diffusa” o turismo olistico o glocale o slow è solo un dettaglio. Quel che conta veramente è lo spirito col quale tentare di risolvere qualcuna delle contraddizioni del nostro territorio/cultura/civiltà: coniugare il Mare con la Montagna, recuperare il passato per farne occasione di futuro, passare dalla logica dell’individualismo ad un’etica della condivisione in un’azione di sistema, far coincidere l’interesse e il benessere individuali con quelli della comunità.

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