Quando sentite dire a qualcuno «Mi hanno fatto il pacco» a venirvi subito in mente è la fregatura. Il fesso di turno che si è lasciato raggirare da qualche abile truffatore e così via. Tuttavia, dal 2015, il pacco è diventato qualcosa di più e di meglio. Una trovata, sarebbe meglio dire un colpo di genio, che sta portando alla ribalta del mercato mondiale una ventata di freschezza.

Si tratta del «Mammapack». Un pacco con le «cose buone di mamma» che viene recapitato, dietro richiesta, a tutti gli studenti che si trovano a studiare all’estero. Ad avere l’intuizione sono stati, manco a dirlo, due ragazzi napoletani: Flavio Nappi e Romolo Ganzerli.

Flavio Nappi e Romolo Ganzerli, ideatori del «Mammapack»

In pratica, il «Mammapack» equivale ad avere mammà sempre dietro l’angolo. Non so… vi manca la pasta, la sfogliatella, la pastiera o un bel ragù fatto come Cristo comanda? Oppure biscotti, olio di oliva, prodotti per l’igiene o per la casa? Siete stanchi di mangiare quegli orrendi miscugli che all’estero chiamano cibo?

Nessun problema, ci pensa «Mammapack».

Voi ordinate come se foste in un supermercato e i prodotti, acquistati rigorosamente a Napoli e con i prezzi di Napoli, vi arrivano ovunque voi siate.

Nel giro di un amen, Nappi e Ganzerli hanno spedito decine di pacchi tra Francia, nord Europa e ora si volgono alla conquista di mercati «impegnativi» come il Canada e gli Stati Uniti.

Sebbene questa nuova azienda, nata dal nulla e alimentata col solo combustibile delle idee e della creatività, sia stata accolta in alcuni ambienti con scetticismo – imputando ai suoi ideatori il fatto di aver marciato sul luogo comune dell’italiano «mammone»  – ritengo invece che la «start up del pacco» sia da guardare con estremo interesse.

 

In primo luogo perché è un’azienda giovanissima, dinamica e con un margine di crescita esponenziale. In secondo luogo perché alimenta, sul mercato internazionale, il nostro made in Italy, con prodotti di alta qualità come pasta, sughi, vino ecc.

E soprattutto perché, nel mare indistinto degli acquisti online, dove trovate ciarpame di ogni tipo, questi due ragazzi vendono cose buone e utili. In mezzo a tanto anonimato – tra sottomarche cinesi e finte imitazioni dei brand mondiali – il «pacco napoletano» fatto da mammà vi trasmette felicità, emozioni, calore. Insomma, un pezzo di Italia, e di napoletanità, che potete respirare a pieni polmoni a Parigi, a Toronto o nei Quartieri Spagnoli.

A pensarci bene Flavio e Romolo – nomi da conquistatori intraprendenti – il mercato lo stanno davvero conquistando.

Forse perché hanno capito che la globalizzazione può essere anche una cosa bella assai, ma che va necessariamente intrecciata al territorio di appartenenza, alla cultura dei luoghi, al cibo con il quale siamo cresciuti.

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