Continua la messa in onda su Rai 1 de L’Amica Geniale 2. La serie TV tratta dalla tetralogia di Elena Ferrante è un successo senza precedenti. Lo dimostra lo share: sfiora il 30%. “La storia del nuovo cognome” ha emozionato il mondo. Ma conosciamo meglio chi porta questo nuovo cognome, ovvero il salumiere Stefano Carracci. Lui è un personaggio poliedrico e imprevedibile, vittima delle circostanze del suo tempo. Ce ne dirà di più Giovanni Amura, attore che lo ha interpretato.

Come sei arrivato a “L’Amica Geniale”?

“Inizialmente avevo fatto il primo provino per tre personaggi. Pasquale, Antonio e Rino. Le casting Laura Muccino e Sara Casani mi conoscevano già da tempo e mettendosi in contatto con la mia agenzia mi hanno convocato. Dopo il primo provino, dove non c’era traccia di Stefano, andai avanti per il personaggio di Rino. Dopo altre due provini arrivai in finale insieme al mio carissimo amico Gennaro De Stefano, che poi ha ottenuto il ruolo. Solo dopo due settimane fui nuovamente convocato dalla Muccino e la Casani poiché avevano riaperto i Casting per il personaggio di Stefano. In assoluto il mio personaggio preferito dei romanzi, poiché quello più stratificato e profondo, per il quale passano la maggior parte delle emozioni e dei cambiamenti di stato d’animo. Per un attore poter studiare su un personaggio del genere è raro. Preparai il mio Stefano in un paio di giorni e ho fatto due provini, poi ebbi la bellissima notizia”.

Stefano subisce un’evoluzione psicologica durante queste due stagioni. Ma chi è davvero?

“Come ho detto, Stefano è un personaggio molto profondo e complesso. Lui è l’espressione degli uomini del suo tempo. Uomini vittime anche di una società che imponeva all’uomo di fare l’uomo che mantiene la famiglia, lavora e che mette al mondo dei figli. In sé vivono molti modi d’essere che cercano di essere all’altezza del mondo che lo circonda, diventando come suo padre e suo nonno, e allo stesso tempo di vivere i tempi più moderni che stanno arrivando. In poche parole lui vorrebbe una famiglia tradizionale come fino a quel momento è esistita e che tutti gli uomini hanno avuto, una moglie devota e sottomessa che fa la donna di casa e la madre. Il lavoro, gli affari soni roba da uomini e le donne non ci devono mettere bocca. Invece ha a che fare con una donna intelligente ed emancipata che si ribella al sistema. A tutto questo reagisce come un uomo “ignorante” del tempo. Pensa che solo con la violenza si addomestica l’intelligenza. Il fatto di non riuscire nemmeno con la forza a piegare Lila, lo farà sprofondare un po’ in una triste disperazione”.

Stefano ha mai desiderato Lila oppure l’ha sposata solo per coronare i suoi affari con Marcello?

“Stefano ha messo gli occhi su Lila come un ragazzo di diciannove anni. Se n’è invaghito, senza dubbio. Dopo di che ha riconosciuto in lei una forza che nessuna ragazza del Rione possedeva. Se la contendono tutti, lui però non dà importanza a questo. Diciamo che Stefano vuole Lila sia perché se n’è davvero innamorato e pensa davvero che avere una donna al suo fianco di quel genere gli possa dare più lustro, più potere nel Rione, sia perché è in eterna lotta con i Solara, e vederla scivolare dalla braccia di Marcello e finire nelle sue, è comunque una vittoria in termini di potere d’affari”.

Com’è stato girare la scena di abusi sessuali su Lila?

“Girare quella scena è stato davvero sfiancante, emotivamente parlando. Ci siamo preparati a questo cambiamento di Stefano già dalla prima stagione. Ho fatto molto studio approfondito, sia da solo, sia con Saverio (il regista) e con il Coach, Antonio Calone, sulle ragioni di Stefano (purtroppo bisogna capire tutti i perché altrimenti non sarà mai credibile nulla). Poi ho dovuto solo prestare il mio copro ad un’altra entità praticamente. È stato davvero difficile per me, ad ogni stop dovevo un attimo ritornare in me. Certo, è tutto finto, però ciò che si prova in quel momento deve essere un po’ reale, purtroppo. Alla fine l’abbiamo portata a casa per come doveva essere fatta.  Il romanzo è molto chiaro su quel passaggio”.

Stefano durante la cena di lusso a Positano si comporta in modo rozzo. Lui può essere l’esempio che i soldi non fanno la cultura?

“Esatto, è proprio l’esempio calzante che i soldi non fanno cultura. Lila cedeva che sposando Stefano avrebbe lasciato alle spalle il Rione, i modi del Rione, ma invece ci si è invischiata più di prima. Se ne renderà conto dopo”.

Emanuela Francini

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