L’assessorato alla Cultura di Pomigliano d’Arco retto da Franca Trotta quest’anno ha organizzato una kermesse carnevalesca il cui manifesto pubblicitario titola “Carnevale se chiammave Vicienze” un’iniziativa sui generis, rivolta alle scuole Pomiglianesi e alla cittadina tutta, con l’intento di consegnare alle nuove generazioni il valore delle tradizioni e della cultura popolare locale. Location della rappresentazione teatrale per antonomasia del Carnevale Campano, “La canzone di Zeza-I dodici mesi”, è stato il Teatro Gloria.

Allo spettacolo del 19 e del 20 febbraio hanno partecipato le scuole Catullo, l’IC Falcone, gl’istituti Mauro Leone, Omero e Salvo D’ Acquisto grazie alla guida dei docenti Angelo De Falco, Raffaele Del Prete e Crescenzo Aliperti i ragazzi in una sorta di lezione-spettacolo hanno interagito egregiamente, interpretando canti e scenette, con i cantori popolari sottolineando il fine didattico e culturale che si è voluto dare quest’anno al Carnevale che non si è limitato solo alle sfilate di piazza.

Un grazie va soprattutto agli artisti presenti, componenti vecchi e nuovi del gruppo operaio ‘E Zezi, che da più di un quarantennio rappresentano l‘arte popolare pomiglianese in giro per la Campania. Di grande impatto scenico l’interpretazione della canzone di Zeza del famigerato Marcello componente storico dell’omonimo gruppo popolare.

Domenica 23 il Carnevale interrotto. I festeggiamenti si sarebbero dovuti tenere come da tradizione a Piazza Giovanni Leone, con gli spettacoli e l’animazione del ”O Pazziariello con la sfilata dell’Associazione ‘A Sunagliera e con il concerto del gruppo musicale popolare Napoliextracomunitaria di Pasquale Terracciano, ma il tutto è stato sospeso a causa dell’improvvisa morte di un giovane ventiquattrenne che in mattinata si è tolto la vita lanciandosi dal quarto piano di una palazzina proprio nel centro della città, per rispetto dei familiari l’Amministrazione ha deciso di rinviare tutti gli appuntamenti  di questa triste domenica.

Cinzia Porcaro

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