“Gennaro è un uomo di mare ed ha fatto quello che andava fatto”, così si è espressa tra felicità ed emozione Mariana commentando la foto del marito Gennaro Arma, il comandante della Diamond  Princess, che lascia per ultimo la sua nave.

Uno scatto che sta facendo il giro del mondo, suscitando commozione, approvazione e orgoglio. Epilogo di una piccola grande storia, di un’esperienza delicata per l’unicità dell’evento, la complessità della situazione, l’impreparazione dinanzi ad un’emergenza sanitaria nuova ed inaspettata. Una situazione problematica che ha richiesto grande capacità organizzativa, calma, professionalità e serietà  che contraddistingue uomini come il comandate Arma ed il nostro paese.

Il capitano coraggioso. Un uomo, un professionista, un eroe

“Non si sente un eroe” – si schernisce la moglie del comandante, riportando le parole del marito che le aveva ripetuto sin dal primo momento che non avrebbe mai abbandonato la nave se non per ultimo, come prevede la norma della marineria di cui egli si sente fortemente impregnato. Eppure agli occhi di tutto il mondo Gennaro Arma è l’esempio di quegli eroi “del mare” che credono fino in fondo in ciò fanno, ligi al dovere, al codice di navigazione, ai principi della marineria, senza remore, senza paure, anzi con passione e dedizione. Quegli eroi che sanno di avere grandi poteri, ma anche grandi responsabilità. E consapevole dei suoi doveri il capitano coraggioso, il “brave captain”, come lo hanno definito i passeggeri, ha saputo gestire con fermezza e lucidità settimane difficili, in cui gli eventi si susseguivano in un vortice di notizie incalzanti, incerte e contraddittorie. Il nostro eroe ha sempre avvertito la necessità di salvaguardare il benessere del suo equipaggio e dei passeggeri di cui era responsabile, condividendo con tutti loro un momento difficile, ma cercando sempre di tenere alto il loro morale.

Fa emozionare il racconto online dei passeggeri della nave che narrano di come il giorno di San Valentino, si sono visti recapitare cioccolatini e tartine a forma di cuore, accompagnati da bigliettini di incoraggiamento ed hanno improvvisamente udito uscire dall’altoparlante della nave la voce del loro capitano che non li invitava a rispettare regole e comportamenti da rispettare, ma piuttosto leggeva una bellissima poesia d’amore.  Come non definirlo eroe, allora, quest’uomo che pur tra mille difficoltà, ha dimostrato a tutti quanto si possa dare e fare, umanamente, in ogni circostanza, pur nel rispetto  delle norme di sicurezza e delle necessità oggettive, con piccoli grandi gesti umani.

Il ringraziamento della società e delle istituzioni

Parole di elogio e gratitudine quelle indirizzate dalla società Princess Cruises al comandante della Princess Diamond: “Ringraziamo lui e il nostro eccezionale team presente a bordo – ha scritto l’armatore sui social – ai nostri occhi è un eroe”. Un eroe che ha dimostrato sino alla fine professionalità e rettitudine, meritando il rispetto e la gratitudine sia di coloro che hanno condiviso con lui queste lunghissime settimane, sia di tutti coloro che avevano gli occhi puntati sulla bellissima nave da crociera ancorata ad un destino incerto.

“C’è un’Italia che sa qual è il suo dovere e lo compie con coraggio, dignità e onore, senza ansia di protagonismo: oggi quell’Italia ha il nome del capitano Gennaro Arma. In condizioni difficilissime, davanti al mondo, ha mostrato che essere in comando significa assumersi le responsabilità più grandi fino alla fine. Lo ringraziamo non solo perché ha dato un esempio concreto di comportamento encomiabile, ma anche perché ci aiuta a offrire al mondo un’immagine solida e affidabile del nostro Paese”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd), componente della commissione Difesa a Palazzo Madama.

I Gladiatori

Trecento persone di equipaggio hanno condiviso con il loro capitano un’esperienza che difficilmente dimenticheranno, ma della quale sicuramente conserveranno anche con dolcezza e gratitudine le parole, i gesti, la preoccupazione sempre viva del loro capitano. Un timoniere mite, talvolta schivo, ma sempre in prima linea, pronto ad intervenire, a rispondere ad ogni quesito, ad affrontare con sangue freddo e tenacia una situazione avversa, senza mai perdere la speranza, anzi infondendo sempre incoraggiamenti e forza.

Il riscatto dei “marinai” della penisola sorrentina

Divisa, mascherina, cappello sotto il braccio, trolley, questa la foto che da ore sta rendendo fieri gli italiani in tutto il mondo e di tutto il mondo. E’ sceso per ultimo, come “da protocollo”, ribadisce fiera la moglie, che lo attende nella loro casa di Sant’Agnello, in penisola sorrentina. E orgogliosi sono i parenti, gli amici e i conoscenti e ancor più i concittadini che hanno visto nel comandante Arma il riscatto all’onta ricevuta e mai dimenticata, da un altro capitano del luogo, non molti anni fa. Inevitabile, soprattutto per gli abitanti della penisola sorrentina, non fare paragoni tra i due capitani, entrambi originari di quel meraviglioso pezzo d’Italia, entrambi diplomati all’Istituto Nautico Nino Bixio di Piano di Sorrento.

Luogo di lunga tradizione marinara, la penisola sorrentina, da sempre, è tradizionalmente culla di “uomini di mare”, dall’umile pescatore al comandante di grandi colossi del mare. E tutti rispettosi del mare e delle regole della marineria. Oggi il comandante Gennaro Arma, ha dimostrato che esistono uomini che hanno il senso del dovere e lo sanno onorare. Un uomo mite, ma un grande cuore che ha fatto del codice marinaro un codice di vita e che ha ridato onore ed orgoglio ad un intero paese.

Bianca Di Massa

 

 

 

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