Sedicenne ucciso a Napoli, de Magistris: “Sconfitta della società”

"E non dobbiamo neanche giudicare il carabiniere: facile dire da dietro ad una tastiera che poteva agire diversamente. Quando ti trovi in situazioni del genere è un’altra storia”

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sedicenne ucciso rapinatore napoli de magistris“Purtroppo non è la prima volta che un 15enne impugna la pistola e spara. Quando muore un ragazzo così giovane non è solo la sconfitta di una famiglia o di un determinato contesto ambientale, ma è la sconfitta di una società. Non mi unisco però al coro di quelli che giudicano sempre: chiunque può sbagliare e credo che nessuno si debba fare maestro, qualunque sia l’estrazione sociale.

E anche chi ha sbagliato deve essere messo nelle condizioni di poter recuperare, soprattutto se si tratta di un 15enne che in questo caso – in cui ha sbagliato gravemente – non avrà la possibilità di riprendersi. E non dobbiamo neanche giudicare il carabiniere: facile dire da dietro ad una tastiera che poteva agire diversamente. Quando ti trovi in situazioni del genere è un’altra storia”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ai microfoni di Mariù Adamo in un’intervista realizzata per Mattina 9, il morning show in onda su Canale 9 – 7 Gold, commenta quanto avvenuto in città sabato notte, con la morte di un ragazzo di 15 anni durante un tentativo di rapina.



“Per la dinamica di quanto accaduto ci affidiamo alla magistratura. Di certo – ha continuato il Sindaco – è inaccettabile che si possa morire in questo modo, come è inaccettabile che un ragazzo di 15 anni impugni una pistola vera o presunta che sia per fare una rapina. E’ inaccettabile che una persona venga minacciata alle due di notte ed è inqualificabile che venga distrutto un Pronto Soccorso”.