Scuole chiuse e bimbi a casa almeno fino al 3 aprile. Questo il dato nazionale che ha portato molte scuole e molti insegnanti ad attrezzarsi per quelle che stanno entrando nella nostra vita quotidiana come qualcosa di normale, di atteso e inevitabile: le cosiddette lezioni digitali.

Per l’Italia un’assoluta novità. Ne avevamo avuto eco da altri Paesi, lontani. In Australia le lezioni tramite computer sono da anni qualcosa di usuale, ma soprattutto perché le immense distanze spesso non permettevano a tutti gli alunni di recarsi a scuola ogni mattina. Si optava così per il mezzo tecnologico.

La Scuola italiana e le “classi virtuali”

In Italia abbiamo scoperto le “classi virtuali”, sulle varie piattaforme che il web ci mette a disposizione, in questi tempi funesti, segnati da quello che sembrava poco più di un’influenza e che invece si sta rivelando l’epidemia più grave che memoria d’uomo ricordi.

La scuola ai tempi del coronavirus è diventata virtuale e le lezioni digitali. Un processo che negli ultimi anni era iniziato e cresceva con buoni risultati su tutto il territorio nazionale, ma che ha avuto una repentina accelerazione, obtorto collo, in queste ultime settimane.

L’iniziativa del Primo Circolo di Pompei

Tante le scuole che stanno coinvolgendo gli studenti con lezioni quotidiane tramite collegamenti sul web. Tra queste e tra le prime nell’area vesuviana il Primo Circolo Didattico di Pompei che già dalla scorsa settimana ha coinvolto diversi insegnanti e molti alunni in questo nuovo modo di fare lezione. Con gli alunni della scuola primaria, anche i più piccoli, non è proprio facile attuare un progetto del genere, ma i risultati stanno arrivando.

lezioni digitali al primo circolo pompei
Nadia Citarella, dirigente scolastico Primo Circolo Didattico di Pompei

Il dirigente scolastico, la dottoressa Nadia Citarella, ha spinto per questa sperimentazione e i docenti si sono attivati. L’animatore digitale, il docente Gennaro Cirillo, ha prodotto alcuni tutorial per coinvolgere i colleghi e le risposte positive non sono mancate. Diverse le modalità di approccio a questo nuovo insegnamento. Tra le piattaforme utilizzate, principalmente quella offerta da Skype che permette l’interazione immediata con tutti i presenti nella classe virtuale. Gli insegnanti non si limitano solo a produrre contenuti e a condividerli, ma stanno tenendo in questi giorni delle vere e proprie lezioni interattive con l’intervento della maggior parte degli alunni che diventano prodromici alla realizzazione della lezione, interagiscono, portano il loro contributo leggendo, chiedendo e ripetendo con i docenti i vari passi delle lezioni. Una vera e propria classe virtuale che si ritrova anche due volte al giorno con i propri insegnanti per tenere principalmente vivo l’affiatamento, lo spirito di classe e sentire quotidianamente una normalità didattica e di apprendimento che di normale in questi giorni ha ben poco.

Entusiasti i giovani studenti che, dopo il primo ed inevitabile momento di felicità per i tanti giorni di vacanza inattesi, si sono accorti che la scuola, il gruppo dei compagni, il rapporto con i maestri è una parte della propria vita di cui non si può fare a meno. Nella classe virtuale ritrovano quello spirito di coesione, quell’amicizia e condivisione che dopo qualche giorno di casa forzata cominciava a mancare.

E così all’orario prestabilito, prima dei docenti, in classe cominciano ad “entrare” proprio i giovani studenti pompeiani che non di rado quasi rimproverano i docenti quando si verifica qualche minuto di ritardo nel collegamento.

Lezioni digitali: entusiasmo e risultati positivi

primo circolo leone pompeiL’attività sta procedendo con il consolidamento di quanto studiato sino a prima del “coronavirus”, ma anche con nuove lezioni, grazie alla lungimiranza dei docenti dell’Istituto “Luigi Leone” che l’ultimo giorno di scuola, quando ormai le notizie che giungevano da Roma erano di sospensione delle attività scolastiche, hanno invitato i propri ragazzi a portare a casa tutti i libri che normalmente lasciano sotto i banchi. C’è anche da dire che qualche classe del Circolo pompeiano già nei mesi passati aveva sperimentato la lezione tramite computer per raggiungere gli alunni ammalati che da casa si erano collegati per seguire il lavoro con i compagni e questo ha reso sicuramente più semplice la realizzazione e la buona riuscita della nuova esperienza “virtuale” ma non troppo.

La “Buono Scuola” ai tempi del Coronavirus

Qualche anno fa si parlava di “Buona Scuola”. Non conosciamo a fondo quale volesse essere il vero significato di tale dicitura inventata dal Ministero ai tempi del premier Renzi, ma di certo possiamo dire che la scuola che in questi giorni si sta attivando per dare sempre di più, si sta dimostrando davvero una Buona Scuola. Docenti impegnati, innovativi, capaci e pronti a mettersi in gioco stanno dando una nuova immagine della scuola e della figura dei docenti che da sempre sono fondamentali per la formazione dei futuri cittadini, uomini e donne che vivranno, lavoreranno e guideranno l’Italia del futuro, che per anni ricorderà e racconterà di questa nuova “peste” che ha condizionato la nostra vita, facendoci, in alcune circostanze, migliorare e crescere nella consapevolezza di essere un popolo unito e pronto a reagire compatto a tutte le avversità inattese.

Salvatore Gabriele Popolo

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