Le donne sembrerebbero essere meno suscettibili al virus. I dati sin ora raccolti dall’inizio dell’epidemia porterebbero in questo senso. Il Covid-19 parrebbe accanirsi soprattutto contro gli uomini, come se le donne avessero sviluppato maggiore resistenza contro un male che sta scuotendo il mondo.

“Un dato interessante che va confermato in tutte le sue sfaccettature”. Ha affermato Ilaria Capua, la virologa italiana, intervenuta al programma di La7, DiMartedì.

“Al momento i numeri riferiscono di un minor numero di donne contagiate, di donne risultate positive al tampone e minor numero di decessi fra le pazienti donne. Ha continuato la ricercatrice nota per i suoi studi sui virus influenzali e in particolare sull’aviaria ed oggi direttrice di un dipartimento dell’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida. “Non sappiamo per quale motivo, forse perché sono più ligie o perché biologicamente sono meno sensibili alle infezioni”.



E’ proprio da questa considerazione che potrebbe ripartire l’Italia, perché come ha spiegato la virologa con la sua innata schiettezza, il virus purtroppo continuerà a circolare fin quando non verrà trovato un vaccino. Questo dato sarà un elemento da tenere presente, un fattore che potrebbe essere valutato nel momento in cui, trascorsa l’ondata di emergenza, si cercherà di ritornare, anche se con molta cautela, alla normalità.

Soprattutto all’inizio, quando le restrizioni saranno sollevate occorrerà proteggere le persone più fragili, quelle più esposte e più “attaccabili” dal virus. Sarà necessario garantire sicurezza ai lavoratori ed una vita “professionale e sociale accettabile”. La popolazione femminile potrebbe rappresentare, allora, la chiave di partenza, quella forza lavoro da impiegare per far ripartire il motore economico, produttivo e sociale. Quella forza lavoro sulla quale poter contare, almeno inizialmente, nei mesi di crisi che seguiranno la post quarantena.

Bianca Di Massa




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