Il Coronavirus non risparmia nessuno. Continua a crescere il numero dei positivi al tampone e travolge anche i vip, siano essi politici, atleti o personaggi dello spettacolo. Nel pieno della pandemia da Coronavirus, non c’è persona, in qualsiasi angolo del mondo, che possa dirsi al sicuro. I vip, i politici,  le star e i personaggi più o meno famosi che hanno contratto il Covid 19 sono già parecchi e tutti costretti alla quarantena. Dal principe Carlo d’Inghilterra ad Alberto di Monaco, passando per le star NBA, attori e artisti del calibro di Tom Hanks per finire con il primo ministro inglese Boris Johnson. In Italia sono risultati contagiati il segretario del PD e governatore del Lazio, Nicola Zingaretti e l ’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, attualmente super commissario del presidente lombardo Fontana, acnh’egli in quarantena. Contagiati tanti altri, come Piero Chiambretti, che ha perso la mamma pochi giorni fa, Giuliana De Sio, ora negativa, e Lucia Bosè che si è arresa al virus pochi giorni fa.

Poi c’è l’elenco dei calciatori si serie A e di tutti gli altri campionati. In Italia il primo a risultare positivo al coronavirus è stato lo juventino Rugani, nella lista “sportiva” anche Paolo e Daniel Maldini. Alcune squadre sono state e sono in quarantena.



La denuncia del dottore Nicola Mumoli

Il dottore Nicola Mumoli, primario di Medicina dell’ospedale di Magenta (Milano), che dirige i medici che stanno fronteggiando l’emergenza coronavirus, in una lettera al Corriere della Sera, denuncia la disparità di trattamento tra personaggi famosi e chi, invece, ogni giorno lavora rischiando il contagio: «Negano i tamponi ai medici in prima linea, anche quelli che si sentono male, ma poi li fanno tranquillamente ai vip, anche senza sintomi. Da settimane, con immenso e costante sforzo di tutti i miei collaboratori, curiamo centinaia di pazienti affetti da Covid-19: non conosciamo più orari, riposo e recuperi, e siamo costantemente esposti ai rischi. Finora tanti sono i sanitari contagiati e quelli deceduti, ma non fanno notizia perché “non fanno più rumore del crescere dell’erba”, come scriveva Ungaretti».

L’esposto del Codacons

I tanti test a calciatori e vip hanno attirato, alcuni giorni fa, l’attenzione del Codacons che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, chiedendo di aprire una indagine per abuso d’ufficio. Nella nota si legge: “Da più parti si segnala la difficoltà dei cittadini di sottoporsi al tampone in caso di sospetto contagio. Difficile riuscire a contattare i numeri messi a disposizione dalle autorità sanitarie, e quando si riesce a parlare con qualcuno la richiesta del test viene spesso negata”.

Altra problematica quella dei tempi di verifica dei tamponi. Anche in questo caso molte sono state le proteste: troppi giorni per conoscere il risultato con inevitabili rischi di ulteriori contagi. Non ultimo il caso del cittadino stabiese deceduto lunedì scorso il cui corpo è rimasto in ospedale per ben 5 giorni prima di ricevere il triste risultato di positività al Covid-19 . Nei giorni scorsi poi, registriamo la lettera del sindaco di Boscoreale che, lamentando i tempi lunghissimi per i risultati dei tamponi, chiede lumi direttamente al ministro della Salute.



Un diritto dei cittadini garantito dalla Costituzione

Tutti rischiamo di ammalarci, contagiarci, e di contagiare il prossimo. Non ci sono distinzioni di classe, di ricchezza, né titoli di studio o fama che tengano.

Tutti i cittadini devono essere considerati allo stesso modo dalle autorità sanitarie. La Costituzione italiana riconosce il diritto alla salute definendolo un diritto fondamentale dell’individuo. Così recita il I° comma dell’art. 32, ad esso interamente dedicato: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti“. Ma ancora prima, all’art. 3 della nostra Carta Costituzionale, si legge anche: “Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

 

Coronavirus, tutti i personaggi famosi contagiati e quelli che sono morti

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