Per il periodo di stop del campionato, causato dall’emergenza coronavirus, alcune società calcistiche si sono mosse con azioni di solidarietà per gli ospedali ed il personale sanitario, ma anche con politiche economiche interne.

Anche il presidente dell’associazione italiana calciatori Damiano Tommasi é intervenuto più volte: “Sul taglio degli stipendi cerchiamo se possibile una soluzione comune, la Juve è andata avanti ma non ci ha colto di sorpresa, sapevamo tutto e non ci sentiamo delegittimati (tra l’altro Chiellini è nostro consigliere): se non ci sono contenziosi tra club e giocatori, non siamo tenuti ad intervenire, se loro hanno trovato un accordo va bene così”.




Sul fronte internazionale anche il Barcellona procede spedito con l’accordo tra giocatori e dirigenza e segue la Juventus per il taglio degli stipendi.

Inizialmente, da parte di Messi e compagni, sembrava esserci un no alla proposta avanzata dal Barcellona, ma poi dopo qualche giorno, forse anche in seguito all’annuncio della Juventus, è lo stesso presidente Bartomeu a parlare: “Dal primo momento, Messi ha detto che era una cosa che andava fatta.

È un gesto che dimostra il suo impegno col club. Ricordiamo che i giocatori del Barcellona, oltre ad essersi decurtati il 70% dello stipendio metteranno a disposizione un 2% per coprire i tagli fatti sugli stipendi dei dipendenti non sportivi del club, per far sì che possano arrivare al 100%”.

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L’iniziativa della Juventus

Il club bianconero si può dire che é stato il primo, di spontanea iniziativa, e procedere al taglio, e bisogna dare merito ai giocatori di aver seguito la società senza polemizzare, mettendosi a disposizione.

E’ del 28 marzo infatti la nota ufficiale della Juventus, dove viene specificato che si é raggiunta “un’intesa con i calciatori e l’allenatore della Prima Squadra in merito ai loro compensi per la restante parte della corrente stagione sportiva”.



La nota continua descrivendo che l’intesa “prevede la riduzione dei compensi per un importo pari alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno 2020”.

Si parla di un accordo che porterà “effetti economici e finanziari…positivi per circa euro 90 milioni sull’esercizio 2019/2020”.

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Le parole di Damiano Tommasi (AIC) sul taglio stipendi

Tommasi pensa anche ai ragazzi della Lega Pro, e al “Corriere dello sport stadio” ricorda che “sono rimasti nelle sedi sportive e non possono vedere mogli e figli. Per loro la cassa integrazione potrebbe non bastare. Molti guadagnano trentamila curo, pagano l’affitto e il viaggio. Dobbiamo aiutarli con forme di solidarietà alternative, interne al movimento. Altrimenti non possiamo guardarci allo specchio”.

Chiarisce inoltre la posizione dell’AIC: “Senza un accordo tra le parti nessuno può prorogare un contratto oltre la sua scadenza. Bisognerà sedersi a tavolino e parlarne”.

Andrea Ippolito




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