Vediamo insieme quale mascherina dobbiamo acquistare per proteggerci dall’eventuale contagio del nuovo coronavirus (SarsCov2).

Abbiamo ascoltato più volte, attraverso i media nazionali, che i medici ed il personale sanitario dovrebbero necessariamente indossare le mascherine FFP3 quelle che hanno come caratteristiche una elevata efficienza filtrante.



Anche se comunque i medici in situazioni “normali”, quindi non da emergenza covid19, indossano delle tipologie di mascherine, dotate di sistemi di filtraggio minore, come ad esempio quelle “chirurgiche”.

E’ stato detto anche che la popolazione può indossare le “mascherine chirurgiche” perché esposta ad un rischio minore, ma andrebbe detto anche che proteggono chi incontriamo e chi abbiamo intorno, ma minimamente noi che le indossiamo, é infatti indicata per soggetti non a rischio in luoghi non contaminati e non affollati.



Ma quelle che noi chiamiamo mascherine, sono dette anche “respiratori N95”, dispositivi di protezione delle vie respiratorie, sottoposti a test accurati, in grado di bloccare almeno il 95 percento di particelle di test molto piccole (0,3 micron).

Queste “mascherine” sono progettate per ottenere una perfetta aderenza del viso e una filtrazione efficiente delle particelle sospese nell’aria.

Tuttavia anche un respiratore N95 correttamente installato non elimina completamente il rischio di malattia o morte.

mascherine contro coronavirus

Le mascherine chirurgiche

Sono a marchio CE e vengono usate generalmente dai medici, hanno una forma rettangolare e sono fatte di tre strati di tessuto-non-tessuto plissettato.

La mascherina in questione deve passare alcuni test specifici ed essere in possesso dei requisiti tecnici stabiliti per legge.

Va detto però che il “decreto Cura Italia”, al fine di aumentare la capacità produttiva e quindi la disponibilità su larga scala, ha introdotto alcune deroghe temporanee alla normativa, infatti si possono vendere ed acquistare prodotti che vengono autocertificati dai produttori, anche se non hanno seguito l’iter dei test.



Ma leggiamo anche la nota informativa del Ministero della Salute che recita: “Le mascherine chirurgiche hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi e ricadono nell’ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i..

Sono utilizzate in ambiente ospedaliero e in luoghi ove si presti assistenza a pazienti (ad esempio case della salute, ambulatori, ecc). Le mascherine chirurgiche, per essere sicure, devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019 (scaricabile gratuitamente dal sito https://www.uni.com), che prevede caratteristiche e metodi di prova, indicando i requisiti di: resistenza a schizzi liquidi, traspirabilità, efficienza di filtrazione batterica, pulizia da microbi”.

ffp3

La mascherina filtranti FFP

La nota informativa del Ministero della Salute recita: “I facciali filtranti (mascherine FFP2 e FFP3) sono utilizzati in ambiente ospedaliero e assistenziale per proteggere l’utilizzatore da agenti esterni (anche da trasmissione di infezioni da goccioline e aerosol), sono certificati ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche armonizzate (UNI EN 149:2009, scaricabili gratuitamente dal sito https://www.uni.com)”.

Ma riportiamo anche la nota di Altroconsumo, che è, da oltre 40 anni, la più grande organizzazione indipendente per la tutela dei consumatori in Italia.

Le Maschere filtranti, sono dette anche filtranti facciali per la protezione individuale (da cui FFP). Si chiamano filtranti perché sono mascherine che sono realizzate in modo da bloccare il passaggio di particelle di dimensioni estremamente piccole, dell’ordine del mezzo micron, impedendo a chi le porta di inalarle. Sono dispositivi che bloccano a tutti gli effetti eventuali aerosol infetti da virus, ma anche fumi pericolosi, fibre e polveri.

Queste FFP sono i veri e propri dispositivi di protezione individuale e infatti devono rispettare una normativa rigorosa. Queste mascherine hanno l’obbligo di marcatura CE e di riportare oltre al maschio CE anche il codice di quattro cifre che individua l’ente notificatore.




L’efficacia filtrante viene indicata con sigle FF da P1 a P3 a seconda della capacità crescente di protezione.

In ambito sanitario vengono usate le FFP2 e 3, che hanno un’efficacia filtrante rispettivamente del 94% e del 99% e sono le più indicate per bloccare i virus.

La capacità filtrante della mascherina non è però infinita: dopo qualche ora di utilizzo il tessuto perde di efficacia, anche se la capacità filtrante non si annulla del tutto.

Se sono monouso, queste maschere vanno gettate dopo un turno di utilizzo o dopo un determinato numero di ore.

Questi dispositivi possono avere anche una valvola di espirazione (che facilita la vita a chi la usa in ambito medico). In questo caso però proteggono chi le indossa ma non viceversa, perché l’esalazione non è filtrata.

Per questo motivo le maschere filtranti facciali con valvola sono da destinarsi all’uso sanitario nei reparti dove sono ricoverati casi infetti per la protezione degli operatori. Esistono anche FFP senza valvola.

Andrea Ippolito

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