“Vacanza si, vacanza no”. Le prime ipotesi di vacanze estive portano la data di luglio, ma è ancora tutto da stabilire, da verificare e soprattutto sono da valutare e definire le modalità.




Le migliori previsioni fanno pensare quest’anno ad una vacanza al mare non prima del mese di luglio. Una vacanza che si prospetta molto diversa da quelle cui siamo abituati. Molto probabilmente non sarà possibile effettuare grandi spostamenti e allontanarsi dalla propria regione. Sulle spiagge non ci saranno le separazioni in plexiglass, come paventato da taluni, ma sicuramente sarà necessario adottare ancora tutte le opportune misure di distanziamento, magari con la presenza di stewart che possano garantirne il rispetto.

Forse saranno addirittura vacanze scaglionate e strane e, sicuramente, non il solito caotico, rumoroso agosto straripante di presenze.

Non ci sarà il Ferragosto che c’è sempre stato – aggiunge Gianni Rezza, direttore delle malattie infettive dell’Istituto Superiore della Sanità (Iss) – ci sarà il distanziamento degli ombrelloni, ci si inventerà un modo creativo, ma in qualsiasi caso spero gli italiani possano fare le vacanze. Ce lo meritiamo tutti”.




Una vacanza diversa per i turisti, ma anche per gli addetti ai lavori che saranno chiamati ad organizzarsi per tutelare la salute dei turisti, nel rispetto delle norme previste. Gli alberghi dovranno caricarsi l’onere di sanificare gli ambienti comuni, le aree dove maggiormente possono verificarsi aggregazioni ed optare persino per colazioni e pasti che non siano a buffet.

Difficoltà organizzative dovranno essere affrontate anche dalle discoteche e da tutte quelle strutture che ospitano grandi eventi ed accolgono migliaia di persone.

Viaggiare in aereo sembra essere ancora più complicato. Alcune compagnie  aeree ipotizzano di mantenere un posto libero nelle file da tre. Quindi nei grandi velivoli come Airbus320 o Boeing 737 e soprattutto si allungheranno i tempi di imbarco e di sbarco con tutte le procedure di verifica e controllo. Alcune compagnie, come Emirates a Dubai, hanno anticipato i tempi e già effettuano test sierologici su viaggiatori in transito sui loro velivoli.  Tuttavia, molti operatori del settore si dicono ottimisti. Dopo tutti questi mesi di costrizioni, in cui si è stati a casa, senza avere la minima possibilità di muoversi, la voglia di viaggiare è cresciuta in modo esponenziale.




Eppure lo scoglio maggiore da superare sarà probabilmente la riapertura delle frontiere. Molti di quei paesi che hanno chiuso l’accesso sul proprio territorio, potrebbero valutare di riaprirle a patto che chi arriva dall’Italia si sottoponga ad un periodo di quarantena di 15 giorni. E quando finalmente ci sembrerà di poter tornare alla normalità, potrebbe anche capitare d’essere visti, come è accaduto per i cinesi all’inizio della pandemia, con sospetto e timore.

In attesa di scoprire come si evolverà la situazione, non ci resta che sperare e sognare le nostre vacanze.

Bianca Di Massa




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