Coronavirus, proroga per i tagli boschivi? La denuncia del Wwf

Com’è noto, il periodo per il taglio del bosco ceduo è imposto per non danneggiare gli alberi in quanto le piante così governate, per beneficiare della rinnovazione da ricacci polloniferi, devono essere tagliate durante il riposo vegetativo autunnale e invernale

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Con una nota inviata ai dirigenti dell’Ufficio Centrale Foreste e Caccia e al Responsabile dei Piani di Assestamento Forestale della Regione Campania, nonché al Ministero dell’Ambiente, al Parco Regionale dei Monti Lattari ed al Comando Regione CC Forestale Campania, il WWF Terre del Tirreno ha inviato un accorato appello a non concedere deroghe ai tagli boschivi nel pieno della stagione primaverile.

Di seguito stralcio della nota WWF:

Apprendiamo dagli organi d’informazione e dai siti web delle organizzazioni interessate che, in conseguenza della possibilità di ripresa delle attività selvicolturali prevista dall’ultimo decreto del Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, sarebbero in corso pressioni affinché siano concesse deroghe ai termini dei periodi di taglio del ceduo stabiliti dai Regolamenti Forestali e dalle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale.

Com’è noto, il periodo per il taglio del bosco ceduo è imposto per non danneggiare gli alberi in quanto le piante così governate, per beneficiare della rinnovazione da ricacci polloniferi, devono essere tagliate durante il riposo vegetativo autunnale e invernale.

Il WWF si dichiara decisamente contrario all’eventuale posticipazione della data di cessazione delle attività di utilizzazione previste dalle normative in vigore.

Infatti, come dimostrano i dati provenienti dai centri di ricerca sul clima (es. ISAC-CNR) questo è stato un inverno particolarmente mite e arido (https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-9269/inverno-2019-2020-mite-e-secco). Questa situazione climatica ha prodotto effetti sulla vegetazione, con generalizzata anticipata ripresa vegetativa primaverile, che ha persino già spinto a inizio anno alcune provincie italiane ad anticipare la scadenza dell’epoca di taglio per soprassuoli sotto i 700 m. slm.
Tagliare le piante legnose nella loro fase di vita annuale più intensa dal punto di vista biologico espone il bosco a gravi rischi (danneggiamento dei germogli appena ricacciati, aumento di mortalità legato all’indebolimento delle ceppaie) e quindi alla degradazione, che in molti casi è già presente per cause varie, compresa la gestione scriteriata.



Inoltre c’è da aggiungere che la fauna selvatica è nel pieno della sua attività di nidificazione e riproduzione, favorita (e anticipata) dalle temperature ottimali. Gli interventi di taglio boschivo, qualora intrapresi in questo periodo andrebbero senza ombra di dubbio a creare un grave disturbo all’avifauna nidificante e alle specie faunistiche presenti.
Tali “criteri ambientali” sono tra l’altro chiaramente richiamati nel recente Decreto 10 marzo 2020, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

In conseguenza di ciò per il WWF la richiesta di deroghe alle regole sui periodi di taglio dei cedui andrebbe decisamente respinta. Tutelare adeguatamente i boschi è importantissimo per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, per la biodiversità e per la mitigazione degli effetti di frane e allagamenti che spesso colpiscono le comunità a valle.



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