Se pensiamo al fatto che all’interno della “nostra” Banca d’Italia abbiamo ben 2.452 tonnellate (metriche) di oro, dovremmo porci qualche domanda in più, non solo per quanto concerne le politiche monetarie, ma anche sulle scelte che vediamo fare all’interno delle nostre istituzioni.

Non ce lo chiediamo mai, ma la Banca d’Italia è “il quarto detentore di riserve auree al mondo, dopo la Federal Reserve statunitense, la Bundesbank tedesca e il Fondo monetario internazionale”.



Va detto però che la Banca d’Italia ha conferito alla BCE (Banca centrale europea) 141 tonnellate. Le nostre riserve auree restano però costituite da 95.493 lingotti d’oro e da una parte minore di monete.

Ma sappiamo quant’é il valore in euro di questo oro?

Il controvalore in euro dei lingotti presenti all’interno dell’Istituto bancario, datato al dicembre 2018, era di circa 88 miliardi di euro.

Dobbiamo ricordare però che anche se il 6 dicembre 2011 il Governo Monti, con l’art.26 del decreto legge n.121, in deroga alla legge del 2002, stabilì che “le lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata” e che “il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere assegnato al fondo per l’ammortamento dei titoli di stato”, forse ci sarebbe ancora qualche possibilità per vedere una doppia valuta.


Quella conversione ebbe un valore di 1,5 miliardi e in quell’anno l’Italia divenne l’unico Paese ad eliminare del tutto la doppia moneta.

Di seguito alleghiamo la tabella della BCE, reperibile dal sito web ufficiale, dove vediamo prima di tutto che alcuni Stati non hanno né scadenza di banconote né scadenza di monete, inoltre si dice: “alcune banche centrali hanno stabilito un termine ultimo per il cambio delle banconote e monete nazionali”.

bce scadenza


La visione del premio nobel Joseph Sliglitz

Anche il premio nobel per l’economia, Joseph Stiglitz, un anno e mezzo fa, si era espresso al riguardo definendo “l’Italia, la terza più grande economia della zona euro”.

La moneta invece fu detta “instabile” e frutto di “un accordo valutario mal progettato, in cui la potenza dominante, la Germania, impedisce le necessarie riforme e insiste su politiche che esacerbano i problemi”.

Sliglitz fu chiaro e fece capire quanto la moneta unica fosse uno strumento sconveniente per l’Italia, oltre ad essere “un sistema quasi progettato per fallire”. Un sistema che “ha tolto i principali meccanismi di aggiustamento dei governi” e cioè i tassi d’interesse ed i tassi di cambio.

joseph stiglitz


La posizione della Federcontribuenti

Federcontribuenti in un suo comunicato, in merito all’ultimo “decreto liquidità”, descrive dove poter “trovare soldi senza obbligare nessuno a contrarre altri debiti”.

“Con il Lirabond potremmo dimezzare il nostro debito pubblico portandolo al pari di quello tedesco” dice la federazione, e ricorda inoltre che altri stati hanno ancora una doppia moneta.

L’idea sarebbe proprio quella più semplice e quindi: stampare subito “denaro fresco e vero” per darlo alle imprese rimaste chiuse, in modo da dare “un significativo impulso al consumo e tagliare i fondi a sostegno di famiglie rimaste senza reddito”, anche perché  l’Inps, che “regge il 70% del welfare”, avrà problemi a gestire le risorse che non dureranno per molto ancora.

L’euro rimarrebbe per la gestione della politica estera, liberata così dalle problematiche nazionali.

federcontribuenti

L’incontro dell’associazione presso la Banca d’Italia

La Banca d’Italia qualche giorno fa ha incontrato le Associazioni dei consumatori per raccogliere “le segnalazioni dei cittadini che, in alcuni casi, hanno manifestato difficoltà nel ricevere i sostegni previsti dai decreti ‘Liquidità‘ e ‘Cura Italia‘, e condividere possibili ambiti di miglioramento nelle relazioni tra le banche e i loro clienti”.

Le associazioni presenti erano: ADICONSUM, ADOC, ADUSBEF, ALTROCONSUMO, ASSOUTENTI, CODACONS, CODICI, CONFCONSUMATORI, FEDERCONSUMATORI, LEGA CONSUMATORI, MOVIMENTO CONSUMATORI, UNIONE DIFESA CONSUMATORI e ASSOCONSUM

La Banca d’Italia ha auspicato nuovi confronti bilaterali al fine di avere un dialogo continuo con le associazioni, ritenute “indispensabili alleati nell’intercettare le difficoltà dei cittadini”.

Andrea Ippolito




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