Sindacato Polizia e vaccino anti-covid19: NO ad “essere utilizzati come cavie”

Non riteniamo minimamente concepibile utilizzare sul personale delle forze di Polizia un vaccino che non sia definitivamente e totalmente sperimentato, ammesso, certificato e garantito dalla comunità scientifica

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Le Forze dell’ordine italiane, tramite il loro sindacato, chiedono spiegazioni al Ministero della Salute sulla sperimentazione del vaccino anti-covid19, del quale dovrebbero essere protagonisti, ricordano al Ministro dell’Interno ed al Prefetto di vigilare e dichiarano il loro NO ad “essere utilizzati come cavie”.

Il Ministero della Salute italiano il 14 aprile annunciava dal portale ufficiale che l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva ammesso “che solo un vaccino” avrebbe potuto “interrompere definitivamente la trasmissione del coronavirus” e che dall’Italia era in arrivo “la speranza di una scoperta scientifica in tempi rapidi”.



A fine aprile infatti, l’azienda italiana “Advent IRBM” di Pomezia e lo “Jenner Institute della Oxford University”, dovrebbe dare il via (in Inghilterra) su 550 volontari sani ai test accelerati del “prototipo di vaccino anti Covid-19”.

Sempre il Ministero spiegava che “i tempi medi per arrivare ad immettere un vaccino sul mercato sono di 2-3 anni”, ma che per raggiungere in tempi brevi una “soluzione sicura ed efficace” si necessitava, come illustra l’amministratore delegato dell’azienda di Pomezia Pietro Di Lorenzo, di “passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull’uomo ritenendo sufficientemente testata la non tossicità e l’efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio ottenuti e definiti particolarmente buoni”.

Il Ministero nel suo comunicato informava che il vaccino sarebbe stato “disponibile già da settembre in modalità d’uso compassionevole per agenti delle forze dell’ordine e personale sanitario”, che inoltre le disponibilità su larga scala per la popolazione sarebbero state più lontane nel tempo.

La comunicazione però ha destato scalpore ed indignazione dal parte delle forze dell’ordine, che hanno scritto tramite il loro sindacato FSP Polizia per chiarire la loro posizione in merito.




Il secco NO ad essere utilizzati come “cavie”

Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’FSP Polizia di Stato: “Serve chiarezza assoluta sull’iter annunciato dall’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia e lo Jenner Institute della Oxford University che inizieranno a fine aprile in Inghilterra i test accelerati sull’uomo del prototipo di vaccino per il Covid 19.

Secondo quanto reso noto anche dal ministero della Sanità, a settembre si prevede di rendere utilizzabile il vaccino per immunizzare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di ‘uso compassionevole’, e per quanto rispetto a questa dizione ci si possa rifare all’Agenzia Italiana del Farmaco, è fin troppo evidente che migliaia e migliaia di operatori in divisa necessitano di maggiori spiegazioni che spazzino via il dubbio, alquanto concreto, di essere utilizzati come cavie.

Non riteniamo minimamente concepibile utilizzare sul personale delle forze di Polizia un vaccino che non sia definitivamente e totalmente sperimentato, ammesso, certificato e garantito dalla comunità scientifica.


Leggere, come abbiamo fatto finora, che quello in sperimentazione non sia tossico o che i risultati di laboratorio siano ‘buoni’ non è neppure vicino a quanto serve per poterlo somministrare ai poliziotti italiani. Ci aspettiamo che il ministro Lamorgese e il prefetto Gabrielli restino vigili”.

Andrea Ippolito

 

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