L’Italia è bloccata, i suoi negozi, le sue aziende, le sue scuole, le università, i musei, i centri della cultura abbandonati dal 9 marzo. Una povera Italia, bloccata a letto, influenzata, assediata da un nemico straniero invisibile agli occhi e brutale.

Questo lungo riposo però porta una buona notizia, finalmente si è cicatrizzata una triste ferita, è stata fissata l’ultima campata del nuovo viadotto di Genova, il “ponte Morandi” torna a unire il levante e il ponente ligure.



Era il 14 agosto 2018 quando persero la vita 43 persone nel crollo del ponte Morandi, una perdita che non dimenticheremo, ma a cui si sta cercando di rimediare, dopo soli 309 giorni dalla gettata per le fondamenta della prima pila, con tempi record, oggi il tracciato di 1.067 metri del nuovo ponte genovese è completo.

È un evento storico, simbolo di una nazione che, anche in un periodo di tale emergenza non si arrende, dimostrando la caparbietà e la temerarietà del popolo italiano. Questo cantiere è l’emblema di un Italia che si rimbocca le maniche e si rialza.

Giuseppe Conte, il presidente del consiglio, e il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli in segno di vicinanza verso la città, hanno visitato il cantiere e hanno partecipato alla cerimonia del varo, dove sono risuonate le sirene del cantiere e contemporaneamente quelle delle navi in porto, mentre una gigantesca bandiera con la croce vermiglia su sfondo bianco sventolava sui fianchi della campata.



«Per Genova e per San Giorgio», queste le parole del sindaco Bucci che con questo antico grido di guerra della repubblica marinara risveglia la città dal torpore, ma aggiunge che il ponte non è ancora finito. Si avvia però l’ultima fase della sua costruzione: già dai prossimi giorni, l’appoggio definitivo sulle diciotto pile a forma di ellisse, la realizzazione della soletta su cui correrà l’asfalto con una unica, lunga gettata e l’installazione delle tecnologie e dei lampioni che, a centro strada, illumineranno il ponte-nave firmato Renzo Piano.

Questo non è un semplice ponte ma è la reincarnazione del faro della raggiante Repubblica Genovese che illumina di speranza l’intera Italia ricordandoci del potenziale di tutti noi Italiani sempre capaci, come la fenice, di rinascere dalla cenere.

Salvatore Gabriele Popolo



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