Il CMO di Torre Annunziata è ancora una volta sotto i riflettori della cronaca. Questa volta si tratta di truffa ai danni del Servizio Sanitario Regionale per circa 190mila euro e una tentata truffa da 800mila euro. E’ contestato anche il reato di commercio o somministrazione di medicinali guasti.




Stando a quanto sostiene la Procura oplontina, il CMO avrebbe anche chiesto al Sistema Sanitario Regionale, il rimborso per prestazioni, tutte estremamente costose, “che di fatto non venivano eseguite”.

In base a queste accuse, questa mattina il Nucleo Carabinieri AIFA (articolazione dell’Arma nell’ambito del campo farmaceutico) di Roma, coadiuvati della Compagnia di Castellammare di Stabia, sono intervenuti presso il Centro Medico Oplonti ed hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura.



I sigilli sono stati apposti alle apparecchiature PET/TAC e alla strumentazione necessaria alla preparazione e somministrazione del radiofarmaco denominato RAME CLORURO 64, nonché somme di denaro quale provento della truffa ai danni del Servizio Sanitario Regionale (SSD).

Nella comunicazione alla stampa del procuratore Pierpaolo Filippelli si legge che “le articolate indagini hanno permesso di rilevare che nel periodo tra agosto 2015 e luglio 2018 il CMO ha effettuato circa 700 prestazioni diagnostiche di PET/TAC somministrando impropriamente un radiofarmaco (RAME CLORURO 64), autorizzato solo in ambito sperimentale. I pazienti tutti affetti da patologie tumorali, provenienti anche da altre regioni d’Italia, si recavano presso questa struttura consci di effettuare una prestazione innovativa e non, invece, una sperimentazione”.




Nel documento di Filippelli si legge anche che: “Sono anche stati acquisiti diversi elementi da cui si ricava che il CMO talvolta richiedeva il rimborso Servizio Sanitario Regionale di prestazioni, tutte ad alto costo, che di fatto non venivano eseguite. Quindi, dall’agosto 2015 a luglio 2016, è stata contestata al CMO una truffa a danno del Servizio Sanitario Regionale per circa 190.000 euro ed una tentata truffa per circa € 800.000. I reati contestati, in relazione ai quali è stato emesso il decreto di sequestro, son quelli previsti e puniti dagli articoli 443, 640 e 56/640 del codice penale.

Le articolate e puntuali attività investigative sono state condotte dal Nucleo Carabinieri AIFA, neo istituito Reparto inquadrato alle dipendenze del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, con sede presso la stessa Agenzia Italiana del Farmaco, deputato principalmente alla vigilanza e controllo del settore farmaceutico e nel cui contesto sono effettivi sia militari dalla tradizionale formazione giuridica che ufficiali farmacisti”.


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