Su richiesta della Procura di Torre Annunziata sono state emesse dal G.I.P. del Tribunale oplontino due ordinanze cautelari degli arresti domiciliari nei confronti dei due parlamentari napoletani di Forza Italia, il senatore Luigi Cesaro e il deputato Antonio Pentangelo. L’esecuzione dell’ordinanza cautelare al momento è stata sospesa dal GIP, in quanto i due politici vesuviani sono Parlamentari della Repubblica, e quindi l’esecuzione necessita dell’autorizzazione del Parlamento.




I reati ipotizzati sono corruzione propria, falso ideologico in atto pubblico e rivelazione di segreto di ufficio.

Nove in totale le ordinanze emesse di arresti domiciliari a seguito dell’inchiesta sul commissariamento dell’area ex Cirio di Castellammare di Stabia. Fra gli altri la misura cautelare ha colpito anche dell’imprenditore stabiese Adolfo Greco, già ai domiciliari per una diversa indagine per presunte collusioni con la camorra. L’inchiesta nasce dall’operazione Olimpo della DDA di Napoli che due anni fa smantello una vera è propria holding del racket messa in piedi e gestita dai clan e che portò in carcere proprio l’imprenditore Adolfo Greco.



Camorra e politica, ma anche imprenditori, funzionari pubblici e liberi professionisti. Arresti domiciliari anche l’ingegnere Antonio Elefante, tecnico di fiducia di Greco, l’architetto  Maurizio Biondi commissario ad acta della Cirio nominato proprio dalla Provincia di Napoli, e tre funzionari dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Campitiello, di Pagani, Marcello Ciofalo di Portici e Vincenzo Colavecchia di Pomigliano d’Arco. Inoltre, Angelina Anita Rega è stata disposta la misura di presentazione alla Polizia Giudiziaria. A coordinare le indagini il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli.



Mario Casillo

Indagato per traffico di influenze anche il capogruppo Pd in Regione Campania, Mario Casillo.

All’alba il nucleo di polizia economica della Guardia di Finanza di Napoli e gli uomini della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, che hanno svolto le indagini hanno notificato il provvedimento agli interessati.

I fatti si riferiscono al 2015 quando Pentangelo ricopriva in Provincia la carica di Presidente facente funzioni essendo subentrato proprio a Cesaro al centro di un’inchiesta su presunte irregolarità nella concessione di appalti del Comune di Lusciano (Caserta) a ditte legate al clan dei Casalesi.

A Cesaro sarebbe stata versata una tangente da 10mila euro in occasione di una campagna elettorale, mentre a Pentangelo, attualmente anche componente della Commissione Parlamentare Antimafia, sarebbe stato regalato un Rolex d’oro in occasione dei suoi 50 anni.




Il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, si è così espresso: “Chiedo che il deputato Antonio Pentangelo faccia immediatamente un passo indietro dalla commissione Antimafia, quantomeno in attesa degli sviluppi della vicenda. Non si può e non si deve in alcuna maniera infangare l’onorabilità della commissione”.

Le uniche dichiarazioni di Luigi Cesaro sono state: “Ho grande fiducia nella magistratura,  come sempre”


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