“Giovanni Palatucci ed il Suo Tempo”, un libro/catalogo sul martire irpino

A 75 anni dalla morte del vicequestore Giovanni Palatucci, un’opera di pregio per serbare la memoria del poliziotto eroe, morto nei campi di concentramento dopo aver consentito la fuga a migliaia di ebrei durante le persecuzioni razziali

76

Il dottor Michele Aiello, presidente del “Comitato Palatucci Campagna (Sa)”, in occasione di varie ricorrenze dell’anno 2020 (Fiume 2020 Capitale Europea della Cultura, nonché del ventesimo anniversario della costituzione del Comitato Palatucci di Campagna e dei 75 anni dalla morte del vicequestore Giovanni Palatucci), ha dato alle stampe un libro/catalogo sul martire irpino, vittima del dovere e Giusto tra le Nazioni dottor Palatucci.

Specificatamente trattasi di un catalogo filatelico che, attraverso la Filatelia-Aerofilia-Interofilia-Erinnofilia-Cartoline, racconta la storia di Giovanni Palatucci e del suo tempo.



Nato a Montella, in provincia di Avellino, il 31 maggio 1909. Nel 1932, a ventitré anni, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studidi Torino, discutendo una tesi sul “Rapporto di causalità del Diritto Penale”. Il padre lo vorrebbe avvocato ma egli, pur superando l’esame di procuratore,uomo profondamente giusto e dall’animo libero, nel 1936 si arruola come volontario nel ruolo di Vice Commissario di Pubblica Sicurezza a Genova.

Uomo di disciplina ed onore, ligio al dovere,  esempio di onestà e dalla vivissima fede cattolica, purtuttavia si mostra sin da subito anche uomo di altissimo discernimento e poco incline e riluttante alle angherie del fascismo.

Per questi motivi viene “punito”, e trasferito, alla fine del  1937, agli estremi confini, presso la  Questura di Fiume,  Commissario e poi di Questore-reggente dell’ufficio stranieri e passaporti, ruolo che lo mette a contatto diretto con la dura realtà della condizione degli ebrei. Non si allontanerà da Fiume neanche quando il Ministro degli Interni ne dispone, nell’aprile del 1939, il trasferimento, e dunque avvicinamento alla sua terra, presso la Questura di Caserta.  Anche in tal caso mostrandosi sì uomo fedele ed al servizio dello Stato, ma mai schiavo del Regime, e deciso a rimanere ivi per poter servire la italica patria contro lo scempio che le Leggi Razziali avrebbero posto in essere, macchiando la Nostra amatissima patria.



Rodolfo Grani, un ebreo fiumano che lo conobbe personalmente, lo ricorda come “nobilissimo giovane cattolico” e cita un suo primo grande intervento di salvataggio del marzo 1939. Ottocento  fuggiaschi che dovevano  essere consegnati alla Gestapo –polizia politica nazista-. Palatucci avvisa tempestivamente Grani, il quale ottiene l’intervento del Vescovo Isidoro Sain che, a sua volta, nasconde temporaneamente i profughi nella vicina località di Abbazia sotto la protezione del Vescovado.

Avvalendosi della sua carica di dirigente dell’Ufficio Passaporti, riuscirà a falsificare diversi documenti e consentire l’espatrio e la fuga di un numero considerevole di Ebrei.

Il 13 settembre 1944, viene scoperto dal tenente colonnello Kappler delle SS e tradotto nel carcere di Trieste, qui è giudicato reo di morte, ma la pena è commutata ed il 22 ottobre un destino ben peggiore lo attende, è trasferito nel campo di sterminio di Dachau, dove muore il 10 febbraio 1945, pochi giorni prima della Liberazione, a 36 anni.

Nel 1990 lo YadVashem di Gerusalemme lo giudica “Giusto tra le Nazioni” e nel 1995 il Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro lo fregiadella Medaglia d’Oro al Merito Civile.

Il 21 marzo 2000 il Vicariato di Roma emana un Editto per l’apertura del processo di beatificazione del “Servo di Dio Giovanni Palatucci”, avvenuta il 9 ottobre 2002 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II che, di più, in occasione della cerimonia ecumenica Giubilare del 7 maggio 2000,  lo annovera tra i martiri del XX Secolo.



A Giovanni Palatucci sono dedicati: la Questura di Brindisi, il parco pubblico principale della Città di Nettuno, in provincia di Roma, un viale cittadino e la locale sezione della Associazione Nazionale Polizia di Stato a Caggiano, nel salernitano una piazzetta nel centro storico di Padova, davanti alla Questura, e una via di Montelupone, provincia di Massa Carrara , dedicatagli il 27 gennaio 2007, in occasione del “Giorno della Memoria”.

L’opera promossa dal “Comitato Palatucci di Campagna” è un libro/catalogo, alla portata di tutti, non solo destinato ai collezionisti ma da far leggere soprattutto alle giovani generazioni ai fini di preservare l’esempio e la memoria del poliziotto martire. E soprattutto per far comprendere che il senso dell’onore, dell’amor patrio e del servizio allo Stato nulla ha a che vedere con la soggezione a qualsiasi tipo di dittatura.

In questo il commissario della polizia di stato dottor Giovanni Palatucci è un esempio e modello, uomo disciplinato, dalla viva fede cattolica, ma pronto a spendersi sino all’estremo sacrifizio per salvare gli ebrei ed i perseguitati da leggi infami ed infamanti. Un uomo di Stato, di Fede e di coraggio in tempi difficili. Un uomo che incarna a pieno il motto della polstato “sub legelibertas”, solo sotto l’imperio della legge l’uomo, il cittadino, è libero. Ma la legge, senza giustizia, non è libertà, ma giogo, tirannia.  Che i giovani lo additino ad esempio, uomo di Stato, ma libero. Al servizio di tutti, a tutela dei più deboli e dei bisognosi.



Il volume “Giovanni Palatucci ed il Suo Tempo” è un lavoro di pregio non solo per le tematiche trattate ma anche per la policromia dei francobolli, per le tabelle esemplificative, per le colorate illustrazioni e figure.  “Un lavoro svolto con passione, competenza e passione certosina” afferma il presidente Michele Aiello, che continua “il catalogo è stampato in edizione limitata e numerata, consta di 154 pagine in carta pregiataa colori ed è acquistabile al prezzo simbolico di 15,00 euro”.

L’impaginazione e la stampa sono state curate presso la tipografia di Aurelio Dragonetti di Montella. Per qualsiasi informazione è possibile contattare il “Comitato Palatucci Campagna” al numero 3395350636.

Il Delegato Regionale Campania dell’Anps (Associazione Nazionale Polizia di Stato) dottor Giampiero Morrone tiene a precisare che “l’associazione da sempre favorisce e preserva la memoria delle vittime del dovere”  soggiungendo “in quest’epoca di pandemia e di probabili squilibri sociali, rifulge l’esempio del Vicequestore dottor Giovanni Palatucci, esempio di integrità, fermezza ed estro italiano. Martire fedele alle istituzioni, che con l’azione ha sempre perseguito un superiore ideale di bene, non astrattamente, ma in maniera concreta, spendendosi sino alla morte ed alle atroci sofferenze dei Campi di Sterminio Nazisti”.

Giovanni Di Rubba



Share