La presidente della Regione Calabria, Jole Santelli in una recente intervista ha parlato delle riaperture e del nuovo caos, dove “anche scienziati e medici”, come dice, “mi sembra stiano aumentando la confusione che c’è in atto”.



Il governatore della Calabria illustra come sarà difficile anche la semplice misurazione della temperatura corporea, definendo il tutto “una barzelletta”: ”Tra gli indicatori c’è quello di misurare la febbre ad ogni persona che arriva in uno stabilimento balneare, ma possiamo misurare la febbre a 40 gradi all’ombra? Di cosa stiamo parlando? Con 40 gradi all’ombra chi non avrà 37 gradi di temperatura corporea? Questo è un esempio di quando si calano alcune cose astratte poi nella realtà concreta e sembrano una barzelletta”.

Poi parla del confronto con il governo, dove le Regioni “sono arrivate con richieste univoche” e pratiche, quindi non con “richieste di categorie”, per una questione “meno di riforme istituzionali e molto più pratica”.

Con un semplice esempio poi chiarisce alcuni punti focali: “nelle linee guida Inail si può stare a un metro su autobus, su un treno, un posto sì e uno no, poi se andiamo a piantare ombrelloni in uno stabilimento balneare dobbiamo mantenere una distanza da 7 a 9 metri.

Ed invita a venire in Calabria: “dove c’è una erosione costiera molto forte, e se mettiamo gli ombrelloni a distanza di 7-9 metri in ogni stabilmente, in ogni spiaggia ne mettiamo 4”.

Altre dichiarazioni di Jole Santelli

“La cosa importante invece e’ stata proprio il fatto che ci siamo presentati con linee guida uniche. Io avevo lavorato sulle mie linee guida e avevo ad esempio interloquito con il presidente Bonaccini, quindi non c’e’ stata ne’ una divaricazione politica e territoriale, stavolta il tema e’ stato diverso, tutte le Regioni sono arrivate con richieste univoche: non sono richieste di categorie ma richieste davvero pratiche.



Se una famiglia vive nella stessa casa, per quale motivo se va in un ristorante deve avere un distanziamento di 2 metri l’uno dall’altro.

Dobbiamo capirci bene, perche’ secondo me il pasticcio grosso e’ stato fatto all’inizio: quando le linee guida vengono scritte dall’Inail, vengono ovviamente scritte per gli infortuni sul lavoro, che e’ cosa diversa dal problema della diffusione epidemiologica a livello di popolazione e consumatori.

Sono situazioni diverse. Penso che lo sforzo che e’ stato fatto, e mi auguro che questo arrivi a compimento, sia quello di calare nel concreto cose che vengono scritte in astratto, proprio per voler mantenere regole unitarie”.

Andrea Ippolito



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