“Essere diversi” candidato al premio Rai Cinema. Un cortometraggio per il debutto alla regia di Francesco Musto e la co-regia di Giuseppe Saveriano, la sceneggiatura di Fabrizio Crescenzo e la produzione di Associazione D.M.A. S.MICHELE  l’audio in presa diretta di Daniel Di Meo DOP ed Armando Marano. L’intento è quello di fare cinema sociale e di lanciare un forte segnale, denunciare. Il tema affrontato è quello della lotta al bullismo. È un inno alla diversità come fonte di ricchezza e rivendica il diritto di essere se stessi.

Oltre questo traguardo, l’audiovisivo ha già conquistato vari riconoscimenti sul panorama nazionale: il premio Giuria Popolare al CortoDino Film Festival, il premio Miglior Sceneggiatura al Festival del cinema di Mercogliano “Ciak White Days”, il premio Miglior Cortometraggio fuori concorso al “Cortisonanti International Short Film Festival” e una menzione speciale della Accademia del Cinema di Napoli “Grenoble” per l’alto valore sociale ed educativo dell’opera

“Essere diversi”, ecco la trama: la forza del perdono

Scopriamo subito la trama del cortometraggio in concorso “Essere diversi”. La storia s’impregna di valori importanti come il perdono, l’amicizia, la diversità. Scardina vari tabù legati verso il mondo dei diversamente abili ed offre un coraggioso riscatto a tutte le vittime di bullismo e cyberbullismo. Fabio è un ragazzo costretto a vivere su una carrozzina che frequenta il quinto anno del liceo, ambiente nel quale vive una quotidianità caratterizzata da primo innamoramento, studio, amicizia e bullismo. Fuori dalla scuola, Fabio frequenta ragazzi con i quali condivide le passioni per il calcio e la musica. I due piani si intrecciano quando a scuola vede scontrarsi in modo drammatico speranze e paure a seguito di un episodio frutto di stupidità, violenza e inganni: il trauma per quanto subito e la frustrazione per un sentimento ferito lo portano prima alla prostrazione e infine alla consapevolezza che una “inferiorità” fisica impone un coraggio superiore alle ragioni della rabbia. Così, da ragazzo felice di far parte di un gruppo, Fabio ne diventa leader ritrovando se stesso e ciò che gli è più caro.

Parlano Francesco Musto e Danilo Berardino: tra set e riflessioni

Un’esperienza importante “Essere diversi” per l’avellinese Musto, vissuta da più prospettive: quella d’ideatore, regista e attore principale. Lui ha portato in scena il protagonista Fabio, così ha raccontato: “Sul set mi sono sentito a mio agio, mi ha trasmesso tanta energia e positività. Per me essere diversi nel modo di agire, vuol dire scegliere con la propria testa, non farsi influenzare dagli altri e possibilmente fare la scelta giusta, perché l’essere diverso non è quello fisico che è palese a tutti, per tutti sin da subito, ma bensì quella interiore!” ha dichiarato. Poi ha sferrato uno schiaffo morale: “I bulli sono persone deboli soprattutto mentalmente, l’unico modo che hanno per sentirsi in qualche modo superiori  ai propri occhi e a quelli degli altri è quello di imporsi fisicamente con un debole – ed ha evidenziato – spesso è difficile anche capire quando si verifica un episodio di bullismo perché avviene in maniera talmente velata che è difficile accorgersene.

Ciò l’ho notato soprattutto nelle scuole dove spesso i professori tendono a sminuire o a far finta di non vedere azioni che ad un soggetto debole possono far male”. Ad appoggiare prontamente le idee del suo collega c’è Danilo Berardino che, invece, ha portato in scena l’antagonista: “Delle battute che possono sembrare banali, invece possono danneggiare gravemente le persone che le ricevono. Troppo spesso il bullismo sembra un fatto normale, non ci accorgiamo della gravità delle situazioni, si sdrammatizza troppo. C’è omertà e leggerezza”. Ed ha concluso: “Il mio personaggio dimostra che il bullo è forte solo all’interno dal branco, senza di esso è debole e codardo. Ma il messaggio principale è sicuramente l’importanza del confronto e del perdono: non si risolve il proprio dolore causandone altro”.

Il cast artistico al completo

Francesco Musto presta il volto a Fabio, Danilo Berardino porta in scena Alex, Gennaro Saveriano vesti i panni di Dario, Michele Gobbi interpreta Ivan, Anna Tangredi si trasforma in Arianna, Marco Marinelli il compagno di scuola, Elia Giacobbe l’amico, Gabrielle Musto interpreta il collaboratore scolastico e Marisa Occhiuto è la professoressa.

Emanuela Francini

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