“Io farò il giornalista!”. E’ questo il primo ricordo che ho di Carmine Alboretti, ancora bambino ma già travolto dal fascino di questo mestiere bellissimo, il giornalismo.



Era stato mio alunno alla scuola elementare di Boscotrecase e la storia del maestro giornalista gli era entrata subito dentro e così, spesso, all’uscita da scuola nel ritornare a casa, passando davanti casa mia, se aveva occasione di vedere me, mia moglie o i miei figli, si fermava e ripeteva: “Io farò il giornalista!”.

Questa mattina, la tragica notizia della sua morte ci ha lasciato senza parole. Aveva solo 46 anni Carmine ed era riconosciuto da tutti come “il giornalista”. Il suo sogno, la sua passione l’aveva realizzata, ma il destino lo ha portato via troppo presto.



Aveva studiato legge e intrapreso la carriera da avvocato, ma la sua passione era sempre rimasta il giornalismo. Aveva collaborato anche con il nostro giornale oltre che per numerose testate del territorio, di alcune di esse era stato anche direttore. Giornalista professionista, da anni aveva un blog personale, molto seguito in rete, “Pagine Vesuviane”. Dirigeva il giornale online “La voce sociale” ed era stato vicedirettore del quotidiano “la Discussione” fondato da Alcide De Gasperi. Esperto vaticanista aveva seguito il Conclave 2013. Socio onorario del Parlamento della Legalità, ha ricevuto i Premi “Giovanni Paolo II” e “Padre Pio da Pietrelcina”.

Diversi i lavori letterari pubblicati, saggi sulla storia del francescanesimo: “Il Cantico di Frate Vesuvio”, “La Buona Battaglia. Politica e bene comune ai tempi della Casta” e “Laudato si”.

Negli ultimi mesi aveva curato la comunicazione del Centro Operativo Comunale di Trecase per l’emergenza Coronavirus.



Una persona, in professionista, innamorato del suo mestiere, della comunicazione. Un giovane giornalista che ci ha lasciato veramente troppo presto. E’ bastato un messaggio questa mattina presto. E Carmine non c’era più. Un infarto, qualcosa di brutto, lo ha portato via agli affetti famigliari, alla moglie Maria Carotenuto, al figlio Francesco, ai quali va la sentita vicinanza di tutta la redazione de il Gazzettino vesuviano, ma il destino lo ha strappato anche a tutti noi, suoi colleghi ed amici.

Io ricorderò sempre il suo piglio sicuro quando si fermava e convinto diceva: “Io farò il giornalista!”.

Pasquale Cirillo



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Nel 1971, spinto dalla passione per il giornalismo, fondò "il Gazzettino vesuviano", giornale che fino ad oggi ha raccontato e continua a raccontare la storia e vicende dell'area vesuviana. Per anni ha collaborato con il quotidiano il Mattino di Napoli. Oggi continua a seguire e a guidare il suo giornale come Direttore Editoriale e facendo da punto di riferimento per tutti i giovani che si affacciano al mestiere dell'informazione. Per lui, nonostante la tanta fatica profusa, il Gazzettino vesuviano resta sempre quella grande e splendida avventura intrapresa da ventenne, in compagnia di pochi amici. "Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli) "Considero il giornale un servizio pubblico come i trasporti pubblici e l’acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata". (Enzo Biagi)