Il presidente del Grumentum Val d’Agri, società sportiva nata soli 5 anni fa, definisce la proposta della LND sulle retrocessioni e le promozioni “aberrante”, e questo nonostante sia stata “assunta all’unanimità dalla LND” (Lega nazionale dilettanti).

Poi prosegue dai canali ufficiali della società molto dispiaciuto, parlando di “pagina buia nella storia del calcio italiano”.


Ma vediamo il perché direttamente dalle sue parole: “…é passato un principio abnorme, di una gravità incredibile: quello per cui, a seguito di una pandemia, anziché di agevolare le società che si trovano logorate dal tragico contesto, le si punisce con una sanzione afflittiva; cioè il campionato non si può continuare causa Covid, si ferma, magari la squadra in quel momento aveva il diritto di disputare i play out o aveva grandi chances di salvarsi e cosa fanno le Istituzioni??? Addebitano gli effetti della pandemia alle società in questione, addirittura sanzionandole con una retrocessione (che significa perdita di un titolo sportivo), quando, nella fisiologia degli eventi, avrebbero potuto salvarsi con i play out o in altro modo, causa classifica corta.

Poi dà la carica e spiega che insieme atantissimi colleghi Presidenti” che lo hanno hanno contattato si rivolgeranno direttamente al Presidente della FIGC Gravina ed al Ministro dello sport: “per denunciare tale proposta abnorme, idonea ad avere il marchio della irricevibilità sui tavoli della Federazione”.


Inoltre avvisa che “se…il Presidente Gravina” dovesse recepire la proposta della LND, “non ci vorrà molto per farle fare la fine che merita in qualsiasi sede giudiziaria poiché è lampante che le Istituzioni sportive del nostro paese non hanno fatto buon governo della delega attribuita loro dall’esecutivo dal decreto rilancio”.

val d'agri serie D

Ma il presidente dell’ASD Grumentum Val d’Agri si era espresso già qualche giorno fa riguardo la “sicurezza degli atleti”

“Come é possibile giocare a pallone senza abbracciarsi dopo un goal, senza la splendida cornice del pubblico, dopo una brusca interruzione ed un periodo di tragico stop che non consente una ripresa fisiologica delle attività sportive ed il rispetto del principio della parità delle armi?”


Poi aggiungeva al suo messaggio le possibili soluzioni: “fermare tutti i campionati (salvo, forse, quello di A), premiare le prime (e le migliori seconde), bloccare le retrocessioni, cambiare provvisoriamente il format ai campionati stessi, con gironi più pieni di team e poi vedere….; tanto il numero, purtroppo, dei team che non potranno iscriversi o dovranno fondersi causa crisi economica, alleggerirà il numero delle partecipanti, specie in lega nazionale dilettanti ed in c, con ampie possibilità di ripescaggi; dunque, una soluzione ecumenica, coperta dal decreto rilancio, con l’attitudine a non comprimere diritti quesiti sportivi e che non e’idonea a generare nessun ricorso”.

I dubbi di Petraglia in merito alle decisioni della LND erano nell’ordine della “sicurezza degli atleti”, infatti il presidente parlava di rischio di esporre “le Società ed i Presidenti/dirigenti a rischi enormi in ordine alla salute dei propri atleti mandati in campo”, oltre che alle “facili censure circa il penalizzante meccanismo ventilato soprattutto delle retrocessioni”.

Andrea Ippolito



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