Diverse cose, sin da subito non sono quadrate nelle rilevazioni dei carabinieri intervenuti nella villetta di via Ripuaria a Varcatuto.



Pur nel rispetto dell’immane dolore che ha colpito la famiglia Ciotola per la tragica fine di Anthony, aveva compiuto 4 anni solo qualche settimana fa, si va verso l’apertura di un procedimento per omicidio colposo contro ignoti.

Le indagini sono condotte dal pubblico ministero della Procura di Napoli, Vincenzo Calvagno D’Achille. Da chiarire le responsabilità dei genitori e soprattutto della sorella 22enne, Rachele, l’unica presente nella villetta al momento della disgrazia. I Carabinieri stanno provando a ricostruire minuto per minuto quanto accaduto nel lasso di tempo, circa un’ora e mezza in cui è accaduta la tragedia.



Altro punto al vaglio degli inquirenti proprio la piscina che sembra incastonata in uno spazio molto risicato, ad appena mezzo metro dalla finestra della camera da letto a piano terra dalla quale sarebbe caduto il povero Anthony. In pratica non ci sarebbe spazio calpestabile per accedervi se non solo il cordolo intorno. Si stanno verificando le autorizzazioni alla costruzione della piscina, le modalità di costruzione e il rispetto dei requisiti di sicurezza.

Intanto si attendono nei prossimi giorni, domani o dopodomani i riscontri dell’autopsia che sarà effettuata presso il centro di medicina legale del Secondo Policlinico di Napoli. Bisognerà stabilire con chiarezza i tempi e le modalità del decesso avvenuto nonostante i numerosi tentativi di rianimazione, prima dei vicini allertati proprio dalle urla della sorella del piccolo e poi dai sanitari dell’ospedale Santa Maria delle grazie di Pozzuoli dove è stato constatato i decesso del piccolo bimbo alle 15,30 di sabato scorso.



Migliorate infine le condizioni di Antonio Ciotola, papà del bimbo, che nelle ore successive alla tragedia aveva provocato un incidente mentre ritornava in ospedale a Pozzuoli dopo essere stato a Varcaturo per predere degli indumenti per la vestizione della salma de figlio.

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