“Come fa la criminalità organizzata a trovare i propri clienti? Come sa chi cercare e come trovarli?”, così Fazio chiedeva a Saviano durante l’ultima puntata della trasmissione “Che tempo che fa”.


Saviano rispondeva in collegamento da New York: “Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, avvicinano i commercialisti. Il commercialista, la persona di cui ti fidi, spesso dice che c’è quella società, quella persona. Quando invece hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade come le banche, il consulente…”

Ma i commercialisti italiani non ci stanno…

Sono intervenuti tempestivamente sia il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei commercialisti Massimo Miani, sia il presidente nazionale dei giovani commercialisti Matteo De Lise.


Miani ha diffuso un comunicato stampa per tutta la categoria dove dichiara inaccettabili le affermazioni di Saviano durante il programma “Che tempo che fa”.

Il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei commercialisti reputa le frasi offensive, nonché “rivolte ad una categoria tutti i giorni in campo per la legalità e al fianco di cittadini e imprese”.


Le parole di Massimo Miani

“Le affermazioni fatte questa sera da Roberto Saviano nel corso della trasmissione di Rai Due ‘Che tempo che fa’ condotta da Fabio Fazio sono di una gravità assoluta. Sostenere che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi è quanto di più lesivo della onorabilità di 120mila professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità, oltre che al fianco di imprese e cittadini di questo Paese.

Già nelle prossime ore valuteremo la possibilità di adire le vie legali per difendere l’onorabilità della nostra professione.

In queste ore siamo letteralmente travolti da migliaia di mail e messaggi di colleghi indignati per le dichiarazioni di Saviano. Una indignazione che sta inondando chat e social. Affermazioni tanto generiche e irresponsabili non sono tollerabili.

Se Saviano è a conoscenza di casi specifici siamo certi non esiterà a segnalarli immediatamente alla magistratura.

Per il momento non possiamo non ricordargli che le aziende sequestrate alle mafie sono gestite praticamente in esclusiva dai commercialisti, che per questa scelta di campo sono esposti e spesso indifesi, costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà.


Impossibile non ricordare inoltre che i commercialisti sono anche destinatari della normativa antiriciclaggio che impone loro, tra le altre cose, di segnalare alle autorità di vigilanza le operazioni sospette compiute dai loro clienti.

Pre quanto detto ci aspettiamo che il Dottor Saviano rettifichi le sue affermazioni.

Siamo perfettamente consapevoli che anche la nostra realtà, come tutte le realtà, ha a volte al suo interno qualche mela marcia.

Ma non siamo più disposti a tollerare offese generiche che risultano ancor più incredibili in mesi come questi drammaticamente segnati dall’emergenza economica legata alla pandemia, nei quali la nostra professione, giudicata ‘essenziale’ dal Governo, non ha mai sospeso la sua attività, fornendo ad imprese e contribuenti il suo insostituibile contributo”.


Le parole di Matteo De Luise

Non possiamo credere che lo scrittore Roberto Saviano abbia potuto affermare che i commercialisti segnalerebbero i clienti in difficoltà agli usurai. Sarebbe come se noi ora dicessimo che gli scrittori si arricchiscono grazie alla camorra.

Dire che i commercialisti segnalano agli usurai le potenziali vittime, ma che ci sono anche i commercialisti bravi, è tanto assurdo quanto sostenere che nella piaga dell’usura ci sia anche qualche soggetto bravo (forse in senso manzoniano!!!) che abbia anche una funzione sociale fornendo il credito dove lo Stato o il sistema creditizio italiano non arrivano.

Siamo i primi interlocutori delle aziende e delle famiglie, ma siamo sempre di più i primi collaboratori dello Stato negli incarichi. Anche quelli più pericolosi. Le curatele fallimentari e le amministrazioni giudiziarie non andrebbero avanti senza di noi.


Non sappiamo quali usurai lei conosca e perché abbia detto che sono stati dei commercialisti a segnalare i loro clienti. Forse uno scrittore, prima di ‘lanciarsi’ in questo tipo di affermazioni, lesive nei confronti di onesti lavoratori autonomi, dovrebbe verificare in maniera approfondita le sue fonti.

Siamo stanchi di sopportare immotivati attacchi strumentali, ci riserviamo, in mancanza di scuse e chiarimenti ufficiali, di presentare una querela per diffamazione contro Roberto Saviano, Fabio Fazio e il responsabile della rete per tutelare i commercialisti italiani”.

Andrea Ippolito



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