“Sono qui per offrirvi delucidazioni tecniche e legali sul caso ex Cirio, una procedura di cui si è discusso tanto negli ultimi tempi, ma si è fatto poco negli anni precedenti. In merito voglio dire che sono disgustato e schifato rispetto quanto sta emergendo dal lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Il quadro che si va delineando è sconcertante e lontano dai miei valori e principi” ha esordito così il sindaco Gaetano Cimmino ai microfoni della sala consiliare di Palazzo Farnese.


A seguito degli esiti delle indagini condotte della procura di Torre Annunziata in merito l’affare ex Cirio, è stata disposta la custodia cautelare per Adolfo Greco, Antonio Elefante, Maurizio Biondi, Vincenzo Campitiello, Marcello Ciofalo e Vincenzo Colavecchia.
Stessa misura restrittiva ha colpito anche i due parlamentari, fedelissimi di Berlusconi, Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro. Misura al momento ancora sospesa e in attesa dell’autorizzazione a procedere dalle Camere di appartenenza dei due parlamentari.

Alla luce degli eventi, l’amministrazione Cimmino è finita nel mirino degli esponenti pentastellati, in particolare dei deputati del Teresa Manzo, Carmen Di Lauro e Luigi Iovino. I tre onorevoli hanno inviato al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese un’interpellanza per richiedere lo scioglimento del consiglio comunale stabiese. Un gesto che non ha affatto intimidito le forze politiche di maggioranza che hanno risposto firmando una lettera in cui hanno rimbalzato le accuse mosse.


Il primo cittadino ha quindi deciso di indire la conferenza stampa odierna proprio per rincarare la dose e non lasciare spazio ad illazioni: “Nessun dubbio o sospetto, la nostra trasparenza è massima. State strumentalizzando lo scioglimento per ricattarci politicamente”.

Parole dure e ferme quelle di Cimmino che ha aggiunto: “Se volete bloccare questa amministrazione, state perdendo tempo, perché noi andremo avanti e porteremo a termine questo mandato, dando a questa città il merito che le spetta”. Poi ha esortato l’opposizione: “Invece di remare contro chi cerca di fare gli interessi di questa città, impiegate le vostre energie per aiutarmi nella lotta contro l’inquinamento del fiume Sarno”.

La squadra Cimmino già in tempi non sospetti si è attivata per fare chiarezza in merito alle procedure che ad oggi interessano la procura oplontina in circa 600 pagine d’inchiesta. “L’atto di decadenza e annullamento della procedura per la riconversione dell’area ex Cirio è stato posto al dirigente del settore Urbanistica, l’ingegnere Giuseppe Terracciano, durante la mia guida. Questa procedura, nel giorno in cui mi sono insediato l’avrei dovuta trovare già risolta, dato che parte dal 2013 ed arriva a compimento con la determina del commissario ad acta nel 2016”, ha ricordato. “Se nel 2016 non si era d’accordo con quella riconversione o procedura, – ha spiegato Cimmino – c’era la possibilità nei sessanta giorni successivi di ricorrere al Tar.


Lo stallo di tutti questi anni è arrivato nel 2020 con un provvedimento definitivo di decadenza. La mozione è giunta alla mia maggioranza ma questa è illegittima”. Il compito, infatti, spettava al dirigente: i vertici di Palazzo Farnese non potevano adempiere. La mozione è stata posta all’attenzione dell’assise comunale. Ai tavoli del consiglio è stato concordato di modificarla ed è stata votata all’unanimità. E’ stato, in seguito, sollecitato il dirigente di scrivere una relazione sull’iter procedurale dell’area ex Cirio. Con un atto firmato proprio da Gaetano Cimmino si è poi chiesto al dirigente di provvedere all’emissione dei necessari atti e attivare gli opportuni adempimenti per dichiarare la decadenza della determina commissariale del 2016. Terracciano ad oggi ha attivato le procedure con preavviso di diniego definitivo della decadenza, avvenuto nel gennaio 2020.


“La prassi non si sarebbe mai realizzata neanche se la PolGre avesse pagato gli oneri concessori. Avrei chiesto in maniera rigida al dirigente di applicare l’articolo 21 e la legge Madia per l’annullamento del permesso di costruzione”, ha sottolineato Cimmino, per poi concludere: “Noi porteremo a termine tutto ciò che abbiamo iniziato, ci sono delle priorità a cui noi abbiamo l’obbligo morale di dare risposta: area ex Cirio, ex palazzo del Fascio, disfacimento dei cento km di strada, Puc, Pum, Dos”. La parola, infine, è stata passata all’assessore ai Lavori pubblici e alle Attività produttive Giovanni Russo, coinvolto in alcune intercettazioni riguardo l’onorevole Salvatore Vozza: “Ho dei valori morali da difendere. Resterò assessore, il sindaco continua a riporre fiducia in me. Intrattengo un rapporto normale con Vozza, con lui mi posso prendere anche il caffè se lo incontro per strada, non abbiamo tensioni. Abbiamo visioni differenti ma ci rispettiamo”.

Emanuela Francini



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