Un’area di 1200 metri quadrati circa destinata allo stoccaggio abusivo di rifiuti speciali pericolosi. E’ la scoperta fatta in via San Lorenzo dai carabinieri della locale stazione, coordinati dal capitano Carlo Venturini e guidati dal maresciallo Luigi Mascolo, in seguito ad una specifica attività di controllo del territorio.




Nel corso di un servizio programmato per la prevenzione e repressione del fenomeno dei rifiuti ad Agerola, i militari dell’Arma hanno individuato e posto sotto sequestro la maxi – area con all’interno depositati 40 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi. Gli stessi inquirenti hanno poi denunciato a piede libero, all’autorità giudiziaria competente, due persone, entrambe residenti ad Agerola: si tratta di I.E. (44 anni) e I.F. (37), rispettivamente proprietaria ed accomodatario del fondo in questione.



L’area era destinata a parcheggio per veicoli dediti al trasporto latte derivati di un noto burrificio agerolese, di cui la 44enne è titolare. I carabinieri hanno apposto i sigilli all’intera area. Sono stati interessati anche i tecnici dell’Arpac Campania, per il successivo campionamento dei rifiuti. Intanto prosegue l’attività d’indagine contro l’inquinamento ambientale sul territorio cittadino. Le forze dell’ordine stanno infatti effettuando ulteriori controlli, per far fronte all’inquinamento delle acque del torrente Penise, che parte da Agerola e sfocia nel mare di Furore, in costiera amalfitana. Dallo scorso 4 maggio, ovvero quando sono state allentate le misure restrittive per il contrasto al coronavirus, sul corso d’acqua sono ricomparsi dei liquidi biancastri, di probabile natura casearia.



E proprio su diversi caseifici di Agerola si sono adesso concentrate le attenzioni da parte delle forze dell’ordine, decise a far luce su questa vicenda. In allerta sono anche i sindaci dei comuni della costiera amalfitana. La zona interessata da questi sversamenti sarebbe quella di via Ponte, proseguendo poi con via Pino e, quindi, nel comune di Furore. L’obiettivo adesso è quello di monitorare con maggiore attenzione il percorso del fiume, con particolare riferimento agli scarichi delle aziende presenti sul territorio. Il tutto, per non compromettere la bellezza e la pulizia del mare della Costa d’Amalfi.



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