Qualche giorno fa, dopo il primo fine settimana di riapertura totale della Fase 2 anche in Campania, non era mancata qualche botta e risposta tra i due massimi protagonisti, nel bene e nel male, della politica partenopea e campana, lo Sceriffo De Luca e Giggino il sindaco.



Domenica scorsa la città di Napoli si era risvegliata dalla cosiddetta “notte di follie” grazie ad una “movida” un po’ troppo stile pre-Covid. Foto su social e media avevano stigmatizzato alcuni comportamenti a dir poco pericolosi e a rischio contagio. Dopo più di due mesi di “domiciliari” di locali chiusi e di vita sociale limitata a schermo e tastiera, del resto, qualche intemperanza era attesa, non da giustificare, ma certamente prevedibile.


Nei giorni seguenti si sono subito formate le due scuole di pensiero quella Campana-salernitana del governatore De Luca e quella più liberal-partenopea del sindaco de Magistris. Il primo minacciava restrizioni in caso di scarso senso civico e mancata osservanza delle regole di distanziamento, di prevenzione e di civiltà, il secondo esattamente l’inverso. Per de Magistris restringere le aree e gli orari di apertura della movida cittadina aveva solo ottenuto il risultato che era sotto gli occhi di tutti: migliaia di giovani e meno giovani assembrati per strada fino a notte tarda, anzi al mattino seguente. Quindi per il sindaco di Napoli per diluire l’affollamento bisognava aprire tutto e in tutte le ore della giornata e annunciava ordinanze sindacali in tal senso.


I tuoni all’orizzonte quindi c’erano, la pioggia, se non proprio una tempesta in piena regola era attesa. E così è stato oggi. No, non c’entrano le previsioni meteo che pure prevedevano un peggioramento. La tempesta a cui ci riferiamo è quella che si scatena in queste ore di pre week-end tra De Luca e De Magistris.

La regione questa mattina si è svegliata con la nuova ordinanza firmata da De Luca che riorganizza gli orari di chiusura di bar, “baretti”, vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi ed esercizi di somministrazione ambulante di bibite, in precedenza costretti a chiudere entro le 23, portando il limite di apertura al pubblico all’una di notte.


La nuova ordinanza regionale dispone anche l’obbligo di somministrazione esclusivamente al banco o ai tavoli a partire dalle ore 22, mentre resta consentita la facoltà di apertura dalle ore 5. La misura è stata presa “in applicazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza” alla luce, si legge nel documento regionale, dei “numerosi assembramenti di giovani nelle ore serali e notturne, nella maggior parte dei casi in prossimità degli esercizi nei quali è consentita la vendita da asporto di bevande alcoliche, con conseguente consumo delle stesse all’esterno dei locali e zone adiacenti”.

Apparentemente un’ apertura, minima, ma pur sempre apertura verso le posizioni di Giggino. Ma in serata la dichiarazione di guerra: de Magistris sfida lo Sceriffo.

Ed infatti il sindaco di Napoli ha firmato un’ordinanza per dare attuazione e rafforzamento alle “misure governative adottate per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 nella cosiddetta fase 2”; nello stesso provvedimento emana anche alcune “disposizioni in favore del distanziamento sociale e del decongestionamento degli spazi pubblici”.


Il primo cittadino ordina la riapertura di alcuni spazi cittadini come l’ippodromo di Agnano, l’ex area Nato, il Real Bosco di Capodimonte, il parco della Villa Floridiana. Ma non solo, de Magistris immagina anche all’apertura di ulteriori luoghi che saranno individuati successivamente, sempre a condizione che sia assicurato il rispetto di quanto previsto dalle vigenti misure governative per il contenimento del contagio.

All’interno dei parchi pubblici comunali sarà consentito l’accesso con biciclette tradizionali, monopattini e pattini sui viali principali e sulle zone pavimentate. Ovviamente sarà tassativo procedere a velocità moderata per non creare occasioni di pericolo. Sarà anche possibile consumare cibi e bevande, ovviamente, e sarebbe anche superfluo sottolinearlo, sarà vietato abbandonare i rifiuti al di fuori degli appositi contenitori. Ai trasgressori una sanzione di 100 euro. Tutto questo finché non sarà approvato il nuovo regolamento comunale sul verde pubblico.

Ai titolari e ai gestori degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi, degli altri esercizi di produzione artigianale di alimenti e dei chioschi su area pubblica, si ordina di rispettare – ripristinando gli orari in vigore fino ai primi di marzo – su tutto il territorio cittadino i seguenti orari di chiusura:

  • ore 2.30 del giorno successivo, dalla domenica al mercoledì;
  • ore 3.30 del giorno successivo, dal giovedì al sabato.

Sarà possibile somministrare alimenti e bevande ai tavoli, al banco, o venderle per l’asporto; resta confermato dalle ore 24 il divieto di vendita per l’asporto di prodotti in contenitori di vetro e in lattina. Sarà vietata la vendita per l’asporto delle bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, sempre alla mezzanotte.


E non finisce qui. Sempre nel rispetto delle norme del governo, si prevede ancora che nei luoghi distanti da insediamenti residenziali, o comunque a bassa densità abitativa, valgano gli stessi orari anche per lo svolgimento d’iniziative d’intrattenimento e di svago proposte al Comune. L’ordinanza entra in vigore lunedì 1° giugno e resterà in vigore fino al 31 ottobre 2020.

Notevoli dunque le discrepanze. Cosa succederà domani sera? Come dovranno regolarsi esercenti e avventori?

Napoli libera dalle ordinanze deluchiane… Non si rischierà l’invasione del capoluogo campano da parte dei tanti che vorranno continuare a “socializzare” sino a mattina inoltrata? Staremo a vedere.

Gennaro Cirillo



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