Castellammare: i capi del clan D’Alessandro a gestire lo spaccio di stupefacenti nell’area

Tra gli arrestati anche Carmine Barba, accusato in passato di avere partecipato anche ad una estorsione ai danni di un imprenditore del centro di Castellammare

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C’erano i capi del clan D’Alessandro a gestire lo spaccio di stupefacenti nell’area stabiese. L’operazione condotta all’alba di ieri dalle forze dell’ordine ha riportato infatti in carcere (tra gli altri) Sergio Mosca, suocero di Pasquale D’Alessandro (figlio del defunto Michele e fondatore della cosca) e ritenuto dagli inquirenti una figura apicale della cosca con quartieri generale a Scanzano. Con lui è finito in carcere anche Spagnuolo (alias ‘capastorta) più volte coinvolto in inchieste su spaccio di marijuana e cocaina. Sono questi i due nomi eccellenti dell’inchiesta che, ieri mattina, ha sgominato il clan D’Alessandro. Tra gli arrestati anche Carmine Barba, accusato in passato di avere partecipato anche ad una estorsione ai danni di un imprenditore del centro di Castellammare.



Raffaele Polito invece è ritenuto dalla Dda quale titolare della piazza di spaccio del centro antico, mentre Marco Cimmino proprio nei giorni scorsi è stato coinvolto in una indagine legata a stupefacenti lungo la direttrice della Puglia. Diversi sono stati, nel corso delle indagini, i carichi di droga intercettati e sequestrati dalle forze dell’ordine. In particolare, due trasporti di marijuana provenienti da Rosarno (in Calabria) a seguito dei quali furono arrestati i relativi corrieri, nonché sequestrati circa 25 kg di marijuana. Nella circostanza la sostanza stupefacente era stata occultata e coperta dalla frutta. In altre occasioni, quali vettori insospettabili per trasportare lo stupefacente, erano state utilizzate alcune donne in stato di gravidanza per eludere i controlli. Anche in questo caso le attività di riscontro consentivano di arrestare una di esse e sequestrare oltre 1 chilo di marijuana.

Nel corso della medesima indagine, sono stati effettuati altri sequestri riconducibili all’organizzazione, ed in particolare uno nel Comune di Poggiomarino di circa 3,5 chili di marijuana ed uno sull’autostrada Napoli – Bari all’altezza di Avellino di circa 26 chili di marijuana. La penisola sorrentina era divenuto il luogo di smercio di cocaina, come dimostrano le cessioni cristallizzate nel corso dell’indagine, riservate ad una clientela esigente di imprenditori e professionisti. Esultano le associazioni anticamorra dell’area stabiese.



“E’ stato inflitto un ennesimo e duro colpo ai clan D’Alessandro e Afeltra – Di Martino – commenta Luigi Cuomo, coordinatore del circolo della legalità – Bloccare le finanze dei clan è un primo passo per indebolirli e sconfiggerli del tutto. La strada per liberare l’area stabiese dalle camorre storiche e recenti è ancora molto impegnativa ma con l’ottimo lavoro fin qui svolto dalle forze dell’ordine presenti sul territorio, ci sono tutte le condizioni per raggiungere la meta. È necessario però una più vasta e convinta collaborazione dei cittadini onesti per completare il percorso prima e meglio”. Il sindaco Gaetano Cimmino ringrazia invece le forze dell’ordine e la Dda, affermando che “Castellammare respira aria pulita e guarda al futuro”.



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