“Una persona di 85 anni, sana per la sua età, che è entrata con le sue gambe in una clinica privata per fare della riabilitazione e ne è uscito in una cassa di legno”, leggiamo la storia del nonno di Stefano direttamente dal sito web nato appositamente per le denunce.

La nascita del “Comitato noi denunceremo” avviene grazie proprio ad un ragazzo (Stefano) ed il suo papà, Luca Fusco.




Il fine del comitato non é agire “nei confronti di medici, infermieri, operatori del personale sanitario e parasanitario”, ma di “fare in modo che la procura e l’Autorità Giudiziaria cerchino la verità e le responsabilità se ci sono”.

Noi Denunceremo” nasce il 22 Marzo 2020 come gruppo Facebook (che oggi conta oltre 50.000 membri), sul portale web dedicato troviamo infatti una frase che raccoglie in maniera concisa l’obiettivo del comitato:

“Il Comitato Noi Denunceremo – Verità e giustizia per le vittime di Covid19 nasce per un bisogno di giustizia e di verità, per dare pace ai nostri morti che non hanno potuto avere una degna sepoltura Chi ha sbagliato dovrà rispondere alle nostre domande e assumersi le proprie responsabilità. Denunceremo e chiederemo Giustizia“.




D-day: il giorno della denuncia

Stefano e Luca, insieme al Consiglio Direttivo ed agli altri parenti delle vittime, hanno anche istituito il “D-day” e cioé il giorno della denuncia, che sarà il 10 giugno.

quando verranno presentate alla procura di Bergamo le prime 50 denunce.

In quella giornata verranno consegnate alla Procura di Bergamo le prime 50 denunce, ma in totale al comitato sono state inoltrate ben 200 assensi per altre denunce.

comitato bergamo noi denunceremo

Le parole del presidente del comitato a valseriananews

“Avevamo detto che avremmo denunciato e lo abbiamo fatto. Noi chiediamo giustizia per la gente di Bergamo e Brescia e non solo. E per giustizia intendiamo che si faccia luce punto per punto sulla gestione dell’emergenza, per capire chi ha sbagliato ed in che modo.




Le province di Brescia e Bergamo hanno avuto più morti di Coronavirus di interi Stati. Non possiamo fare finta che non sia successo nulla e semplicemente girare la testa dall’altra parte.

La vita va avanti ma abbiamo il dovere di dare ai nostri padri, alle nostre madri ed alle nostre famiglie la giustizia che meritano dopo una vita onesta e di sacrifici. Nonostante la superficialità con cui l’intera classe politica ha trattato le nostre comunità, noi andremo fino in fondo a questa vicenda”.

Andrea Ippolito




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