Sulle mascherine é stato detto veramente di tutto. Sono dispositivi di protezione individuali, questo lo abbiamo capito, ma fino a che punto proteggono? E soprattutto quali sono gli effetti sulla nostra salute se utilizzate a lungo?

Nello studio dell’epidemiologo Lazzarino e del suo team dell’University College London si riportano alcuni potenziali effetti collaterali, tra questi alcuni che reputiamo di fondamentale importanza e che riguardano sia l’inalazione di CO2 che la respirazione (vedi punto 5).




1. Indossare una maschera facciale può dare un falso senso di sicurezza e indurre le persone a ridurre l’aderenza ad altre misure di controllo delle infezioni, tra cui il distanziamento sociale e il lavaggio delle mani.

2. Uso inappropriato della maschera: le persone non devono toccare le proprie maschere, devono cambiare di frequente quelle monouso o lavarle regolarmente, smaltirle correttamente e adottare altre misure di gestione, altrimenti i rischi loro e degli altri possono aumentare.

3. Qualità e volume della conversazione tra due persone che indossano maschere sono molto compromessi e le persone possono inconsciamente avvicinarsi. Mentre si può essere addestrati a contrastare l’effetto n. 1, può essere più difficile affrontare questo effetto collaterale.

4. Indossare una maschera facciale fa entrare l’aria espirata negli occhi. Ciò genera una sensazione spiacevole e un impulso a toccare gli occhi. Se le mani sono contaminate, ci si infetta.

5. Le maschere facciali rendono la respirazione più difficile. Per persone con BPCO sono insopportabili perché peggiorano la loro dispnea. Inoltre una frazione di CO2 espirata in precedenza è inalata a ogni ciclo respiratorio. I due fenomeni aumentano frequenza e profondità della respirazione, quindi aumentano la quantità d’aria inalata ed espirata. Ciò può peggiorare la diffusione di Covid-19 se le persone infette che indossano maschere diffondono più aria contaminata. Ciò può anche peggiorare le condizioni cliniche degli infetti se la respirazione potenziata spinge la carica virale in profondità nei polmoni [n.d.r.: per riflettere su questo importante rischio si rimanda al primo modello teorico immunologico del Covid-19, riportato su QS], (5B) Gli effetti descritti al punto (5) sono amplificati se le maschere facciali sono molto contaminate (vedi punto 2).




6. Impedire la trasmissione interpersonale è la chiave per limitare l’epidemia, ma finora si è dato poco peso a quanto accade dopo che una trasmissione è avvenuta, quando l’immunità innata svolge un ruolo cruciale. Lo scopo principale della risposta immunitaria innata è prevenire subito la diffusione e il movimento di agenti patogeni estranei in tutto il corpo. L’efficacia dell’immunità innata dipende molto dalla carica virale. Se le maschere facciali creano un ambiente umido in cui il SARS-CoV-2 può restare attivo per il vapore acqueo fornito di continuo dalla respirazione e catturato dal tessuto della maschera, determinano un aumento della carica virale e quindi possono causare una sconfitta dell’immunità innata e aumento di infezioni. Questo fenomeno può anche interagire con i punti precedenti e potenziarli.

Lazzarino dunque risponde allo studio di Greenhalgh T, Schmid MB, Czypionka T, ed altri, dal nome “Maschere per il pubblico durante la crisi covid-19” (BMJ 2020;: m1435. doi: 10.1136 / bmj.m1435) affermando che occorre “quantificare le complesse interazioni che potrebbero operare tra effetti positivi e negativi dell’uso di maschere a livello di popolazione”, e che inoltre “non è tempo di agire senza prove”.




Uno studio quasi sperimentale

Invece Paul Raymond Hunter (Norwich Medical School, University of East Anglia), Felipe Colon-Gonzalez (London School of Hygiene and Tropical Medicine), Julii Suzanne Brainard (Università dell’East Anglia), Steve Rushton (Università di Newcastle), nello studio “Impatto degli interventi non farmaceutici contro COVID-19 in Europa: uno studio quasi sperimentale”, concludono che non solo le prove non sono ancora abbastanza forti per supportare l’ampio uso di maschere contro COVID-19, ma anche che ci sono pochissime prove empiriche su quali misure di allontanamento sociale abbiano il maggiore impatto.

Che dice il Ministero della Salute italiano

Il Ministero della Salute invece nel “Report ECDC sull’uso delle mascherine facciali nella comunità” dice, tra le altre cose: “Le raccomandazioni sull’uso delle mascherine facciali nella comunità dovrebbero tenere attentamente conto delle LACUNE DELLE PROVE DI EFFICACIA, della situazione dell’offerta e dei POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI NEGATIVI“.




Il Ministero della salute però descrive anche le tipologie di protezioni, e lo fa nel DL del 26.4.2020 all’art 3.2, non parlando esplicitamente di mascherine e riportando quanto segue:

2. Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, e’ fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della
distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilita’ non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.

3. Ai fini di cui al comma 2, possono essere utilizzate mascherine di comunita’, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità,
forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

Andrea Ippolito



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