I lavori di riqualificazione di via Risorgimento a Striano proseguono senza sosta.

Dopo quelli eseguiti lo scorso anno sull’impianto di pubblica illuminazione ad opera dell’amministrazione del sindaco Aristide Rendina, la nuova giunta comunale guidata da Antonio Del Giudice prosegue col mettere mano ad una delle arterie strianesi principali.




Via Risorgimento è una delle strade più importanti del paese su cui affacciano numerose strutture pubbliche: la scuola materna, la villa comunale, il mercato settimanale e soprattutto la stazione della Circumvesuviana.

La competenza (nonché la proprietà) di via Risorgimento è della Città metropolitana di Napoli. Costituisce infatti, insieme a via San Valentino, la strada provinciale 309.

Il progetto di riqualificazione di via Risorgimento

Le fioriere “di dubbio valore estetico”

Il progetto, redatto dall’ufficio tecnico su indicazione dell’assessorato ai lavori pubblici della giunta Del Giudice, ha previsto il rifacimento del marciapiedi di proprietà della filiale Intesa San Paolo di Striano (di libero accesso ad uso pubblico) e quello prospiciente il monumento ai caduti.

Rientrano nel progetto anche il rifacimento dell’intonaco dei muri della villa comunale e dell’area mercato, la posa di fioriere in ferro verniciato e resina. A conclusione dell’intervento la posa di arredo urbano e nuova segnaletica, in particolare le colonnine spartitraffico lungo tutta l’arteria e l’incrocio con via Roma.

Il costo totale degli interventi si aggira intorno ai 30mila euro di fondi pubblici del bilancio comunale, nonostante la strada sia provinciale: 3 mila euro per le 15 fioriere, 20 mila euro di opere murarie e 6mila euro tra segnali e panchine.




Strade colabrodo

strade strianoI cittadini di Striano, in particolare quelli che vivono in periferia, hanno ritenuto uno spreco di denaro questo progetto. Ritengono sia più utile rifare strade veramente dissestate del paese alla destra del fiume Sarno.

In particolare via Cesina, via Sant’Arcangelo, via Caionche e parte di via Farricella versano in uno stato di profondo degrado, con buche e voragini pericolose sia per i pedoni che per gli automobilisti.

Per non parlare del fenomeno degli allagamenti che bloccano l’intera comunità per ore ed ore dopo un temporale anche di lieve intensità.

Resta di fatto che il prossimo finanziamento di circa 70mila euro – concesso dal ministero dell’Interno a tutti i comuni italiani – sarà utilizzato per la messa in sicurezza delle strade in basolato, dove le zanelle in pietra bianca rappresentano un serio pericolo in pieno centro storico.




L’ira dei commercianti per il progetto di via Risorgimento

La riqualificazione di via Risorgimento, soprattutto nella parte che riguarda gli spartitraffico, ha scatenato non poche polemiche da parte dei commercianti della zona e dei cittadini.

Molti hanno messo in evidenzia che le opere sono inutili e che non avranno vita lunga (di conseguenza rappresentano uno spreco di denaro pubblico): tanti chiedevano, infatti, di trovare soluzioni per limitare la velocità dei veicoli piuttosto che evitare loro di parcheggiare.

via risorgimento
I birilli, spartitraffico della discordia

Questa iniziativa dell’amministrazione, in un momento economico post emergenza così delicato, crea un danno irreparabile alle attività commerciali della zona, le quali vengono private della possibilità di far sostare i veicoli in prossimità dei negozietti.

Proprio dagli esercenti si è alzato il grido d’allarme: “E una volta l’isola pedonale, un’altra volta il senso unico, ora i birilli (spartitraffico)!!! Ma per caso hai qualcosa contro via Risorgimento?” riferito al primo cittadino Antonio Del Giudice che nei tre mandati differenti ha proposto varie soluzioni risultate fallimentari.

La chiusura di quest’articolo preferiamo lasciarla ad un altro cittadino strianese che, da professionista e familiare dell’ex sindaco, ha espresso il suo parere sui social.




“Insomma – scrive il giovane – se vogliamo davvero far ripartire l’economia strianese aiutiamo gli esercenti invece che ostacolarli, tra l’altro sprecando inutilmente alcune migliaia di euro di soldi pubblici, forse solamente per smania di presenzialismo o per provare a celare un immobilismo amministrativo e delle lacune programmatiche evidenti”.

Raffaele Massa



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