Giuseppe, 14 anni, avrebbe dovuto avere ancora tanti anni, emozioni e cose belle da vivere, ora sta viaggiando verso le alte porte del cielo, lì dove regna l’eterna pace. Tanta gente, ha affollato e bloccato un silente traffico a Torre Annunziata, il dolore era di tutti, ma più che il dolore, prevaleva l’incredulità, lo stupore di vedere un ragazzo così giovane, addormentarsi senza più svegliarsi.


Cosa dire in questi casi, le solite parole di commiato o partecipazione, sono acqua piovana in un deserto di dolore. Il carro funebre, avanzava a passo d’uomo per le strade torresi e i familiari vi si poggiavano sopra, quasi a voler toccare quel giovane che in una bara bianca, ormai sordo ai richiami umani e proteso verso l’inconoscibile.


Chi mai potrà lenire quel dolore, chi potrà mai capire quale disegno è in tutto questo? Ora si aspettano i risultati dell’autopsia almeno per dare in minima parte una risposta ai suoi familiari ed a tutti quelli che oggi hanno pianto.

C’è dolore, incredulità e tanta partecipazione, Torre Annunziata è una città strana che sa soffrire la sofferenza di pochi, facendola sua.

Ernesto Limito


















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