“Il numero di morti del periodo centrale della crisi del 2020 è assolutamente normale, assolutamente nella media, e dunque non c’è stata nessuna pandemia”, é quanto scrive il Dott. Stefano Scoglio, già candidato al premio nobel per la medicina nell’anno 2018.

L’affermazione sopra esposta é supportata dallo studio e dall’analisi dei dati ISTAT, che il dottore ha dettagliatamente argomentato e pubblicato sui suoi canali ufficiali.


Il dottore dunque pubblica la versione definitiva del suo “commento” riguardante il rapporto ISTAT sulla “mortalità ex Covid-19”, il file si trova anche in allegato allo stesso post nel suo gruppo Dr. Stefano Scoglio – Nutriterapia Primordiale.




Perché l’ISTAT riporta dati solo sull’86% della popolazione?

Il dottore ha ricevuto alcune contestazioni, una di queste andava a dubitare i suoi calcoli, poiché si sosteneva che i numeri degli anni precedenti da lui riportati si riferissero al 100% della popolazione, “mentre i dati ISTAT sul periodo 20-Febbraio-31 Marzo 2020 si riferiscono all’86% della popolazione”.

Scoglio chiarisce di aver pubblicato una versione definitiva, successiva ad una prima già battuta, in quanto ha “corretto alcuni minimi errori di calcolo” che gli sono stati indicati (e per cui ringrazia), che comunque dice “non cambiano la sostanza del lavoro”.

Scoglio replica introducendo il suo lavoro definitivo: “A parte il fatto che per poter fare questa contestazione occorre avere la certezza che i dati degli anni precedenti si riferiscano al 100%, cosa non certa, che i dati sono riportati come “provvisori” dallo stesso ISTAT. Ma la vera questione è perché l’ISTAT riporta dati solo sull’86% della popolazione.




Al termine del suo rapporto, l’ISTAT chiarisce perché ha dato i numeri relativi solo a 6.866 comuni, pari all’87% del totale dei 7.904 comuni italiani, e pari all’86% della popolazione italiana. I 1.038 comuni mancanti sono stati esclusi non perché non c’erano dati, ma perché in quei comuni la mortalità nel periodo del 2020 era diminuita in modo notevole rispetto agli anni precedenti! Scrive l’ISTAT:“Alla luce di queste analisi l’Istat ha valutato di non diffondere i dati per 1.038 comuni per i quali il decremento registrato nel 2020 è probabilmente da attribuire ad un non completo o non tempestivo flusso delle notifiche dei dati da parte del Comune al sistema ANPR o all’Istat”.



Quindi l’ISTAT ha eliminato tutti i Comuni in cui c’era stata una riduzione notevole della mortalità, con la scusa che dovevano essere incompleti!
Cioè, se non sono come diciamo noi, i dati devono essere sbagliati!

Perciò, i dati calcolati sull’86% della popolazione sono molto più favorevoli all’ipotesi di un aumento della mortalità nel periodo del 2020 rispetto alla verità delle cose, che avesse incluso tutti i comuni italiani. Da questo punto di vista, la mia analisi del rapporto ISTAT è addirittura anche troppo “buona”, e resta dunque confermata la sostanza del mio argomento.

Lo studio é pubblicato direttamente dal suo canale facebook: Rapporto ISTAT su mortalità ai tempi del Covid.

Andrea Ippolito



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