Il dottore Bellavite ed il dottore Alberto Donzelli hanno scritto un articolo di rassegna sulle componenti degli agrumi, in particolare esperidina e vitamina C, e su come “potrebbero essere utili come prevenzione e cura complementare (non in alternativa ad altre efficaci) anche nel Covid-19”.


L’esperidina é un flavonone presente negli agrumi e, come dice lo stesso Bellavite, “ha una forma adatta a legarsi alle ‘spine’ della corona del virus e quindi a bloccare il legame alla cellula umana”, si parla inoltre del fatto che “assieme alla vitamina C, potrebbero ostacolare la replicazione del virus e lo sviluppo della patologia”.

I dottori nello studio non consigliano un consumo di alte dosi di succhi e spremute durante tutto l’arco della vita, ma sottolineano che “andrebbe incrementato nella dieta durante i periodi epidemici o quando l’organismo è sotto stress per l’attacco dei virus”.


Introduzione all’articolo, a cura dei dott.ri Bellavite e Donzelli

Esperidina e SARS-CoV-2: nuova luce sulle funzioni sane degli agrumi

Tra i molti approcci alla prevenzione della COVID-19, il possibile ruolo della dieta è stato finora piuttosto marginale.

L’alimentazione è molto ricca di sostanze con un potenziale effetto benefico sulla salute e alcune di queste potrebbero avere un’azione antivirale o comunque essere importanti nel modulare il sistema immunitario e nel difendere le cellule dallo stress ossidativo associato all’infezione.


Il lavoro dei due dottori pone l’attenzione su alcuni componenti degli agrumi e in particolare sull’arancia (Citrus sinensis), ben nota per il suo contenuto vitaminico, ma meno per la funzione dei suoi flavonoidi. Tra questi ultimi, l’esperidina ha recentemente attirato l’attenzione dei ricercatori, perché si lega alle proteine ​​chiave del virus SARS-CoV-2.

Diversi metodi computazionali, applicati indipendentemente da diversi ricercatori, hanno dimostrato che l’esperidina ha una bassa energia di legame sia con la proteina “spike” del coronavirus, sia con la principale proteasi che trasforma le prime proteine ​​del virus (pp1a e ppa1b) nel complesso responsabile di replicazione virale.

L’affinità di esperidina per queste proteine ​​è paragonabile se non superiore a quella dei comuni antivirali chimici.


L’efficacia preventiva della vitamina C, alla dose raggiungibile dalla dieta, contro le infezioni virali è controversa, ma recenti recensioni suggeriscono che questa sostanza può essere utile in caso di aumento dello stress del sistema immunitario.

Infine, vengono discussi i motivi che suggeriscono di intraprendere una ricerca appropriata sull’aggiunta di agrumi nella dieta, come prevenzione e trattamento complementari di COVID-19.

Andrea Ippolito



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