“Parenti serpenti?” può essere, può capitare. Quando, al di là degli affetti, scattano gli interessi, i soldi, può succedere di tutto. Litigi, ruberie, menzogne e altri brutti vocaboli. Ma non è detto che va a finire sempre a schifio. Molto dipende dai caratteri dei componenti la “partita”. Si sa “il carattere è il destino di una persona”, ma per converso anche di quelli che gli sono vicino e devono subire, sopportare. Possono capitare “parenti leali” che non creano problemi in fatto di soldi, d’interessi. Casi rari ma per fortuna l’umanità è molto varia. E spesso, purtroppo, i “parenti non serpenti” non fanno notizia. È bella gente che non pensa minimamente allo sfruttamento dei congiunti, anzi.

Anche in politica c’è la categoria dei “parenti serpenti”, meglio degli “alleati bisce”. Tutte “rose e fiori”, sorrisi a gogo, ma poi la caccia al voto dell’amico/a – alleato/a è spietata. Per un consenso in più si farebbe qualsiasi cosa.

I sondaggi vedono in calo il maestro dell’opportunismo. Qualche problema nella sua eterna campagna elettorale lo ha. Non può più attaccare i migranti che tante adesioni gli hanno dato. Sono in netto calo, purtroppo per lui. Ci prova a sparare contro l’Europa ma non è la stessa cosa dei barconi che attraccavano nel nostro Paese. Insomma, il Matteo padano è a corto d’argomenti propagandistici e si vede. Anche se continua a girare il paese con le mascherine a tema. Ed ogni occasione è buona per esserci. Nulla sfugge al suo staff per provare a fargli prendere qualche secondo in televisione o una foto sui giornali.

Al contrario la “Zucchina di Mare”, Giorgia Meloni, che è stata così ribattezzata per aver detto: “Oggi noi abbiamo un’Europa dove io devo farmi dire da Macron quanto deve essere il diametro delle zucchine che i miei pescatori possono pescare nei mari italiani, però poi Macron fa una campagna per acquisire il controllo della Libia, cacciare l’Eni, cacciare gli italiani e l’Unione europea non dice niente”. Certo ha fatto confusione. Nel pensare a Macron forse gli è venuta alla mente un grosso cetriolo o una zucchina e, quindi, ha scambiato le vongole con gli ortaggi. Vogliamo fargliene una colpa?

Ma torniamo ai “parenti-serpenti” o agli “alleati-vipere”. Piano piano se ne sta andando Giorgia e sempre più spazi sottrare al suo sodale-avversario. Come le farebbe piacere sorpassarlo. Fargli “ciao ciao” con la mano mentre guarda avanti e il Matteo del trasformismo, da padano ad italico, arranca dietro di lei. È il sogno della sua vita!

Di botto sulla scena politica è tornato il Cavaliere e questo certo non può far piacere né al Padano né alla Sorella d’Italia. E c’è tornato il Berlusca sotto i panni della vittima. Peggio ancora per loro due. Gli audio choc del magistrato che sette anni fa si accanì contro il Cav. stanno facendo il giro del web. La sentenza, quella del 2013 che condannò il leader di Forza Italia al carcere, era assolutamente sbagliata e faziosa, addirittura organizzata dall’alto per stroncare Berlusconi. È il giudice Amedeo Franco, membro del collegio che condannò Berlusconi a 4 anni di carcere, ad ammettere l’innocenza del leader di Forza Italia. Che brutta storia? Certo, dopo aver letto la vicenda del giudice Palamara e dei suoi sms tutto sembra possibile in merito all’operato della magistratura. E c’è solo da sperare che queste a dir poco “brutte storie” spingano i magistrati onesti, certo la maggior parte delle toghe italiane, a mettere in atto una vera e propria “rivoluzione” auspicata anche da Sergio Mattarella.

Ma per ritornare a Salvini e Meloni la brutta storia per loro è proprio il velo d’ombre sollevato finalmente sul loro avversario. Tutta una bufala colossale per abbattere un personaggio che faceva paura. Che poteva scardinare i pilastri del potere dell’epoca.

Che faranno i due adesso? Dovranno ingranare una marcia in più per farsi apprezzare, e quindi votare, dagli italiani? Ma non è una cosa facile. Loro due per una vita hanno fatto i politici. Non hanno mai lavorato come ha fatto il Cavaliere. Non hanno creato imprese, non si sono inventate televisioni e via proseguendo. In campo, il personaggio “nuovo”, si fa per dire, è proprio Silvio Berlusconi, piaccia o non piaccia ai due “parenti-serpenti”. Ne vedremo delle belle!

Elia Fiorillo

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