Gravissime le parole del governatore del Veneto Luca Zaia che propone addirittura arresti e TSO

"A questo punto, dati alla mano, viene da dire proponiamo noi il TSO per Zaia, Crisanti, Ricciardi e Ghebreyesus. Persone che anziché cercare la ripartenza e dare forza al proprio popolo vivono seminando terrore restando in una dimensione che è davvero lontana dalla realtà. A Bill Gates ci penserà Trump"

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luca zaia veneto

In Italia si continuano ad utilizzare certi toni, toni duri, toni che fanno tremare le famiglie, che portano il vero e proprio sconforto all’interno della case, ma anche terrore e disperazione.

Da un paio di giorni abbiamo assistito alle affermazioni del governatore della regione Veneto, che nella pratica dei fatti ha fornito un assist, come si fa nelle migliori partite di calcio giocato, al Ministro della Salute Speranza, il quale non solo non ha esitato ad appoggiarlo immediatamente, ma si é subito adoperato per prendere in carico il “passaggio in corsa”.


Eppure se uno ci pensa bene i loro indirizzi politici sono lontani come Napoli e Milano, o peggio come Palermo e Milano.

Zaia 3 giorni fa ha dichiarato che “c’è poco da fare”, che “con qualcuno la soluzione non può che essere il Trattamento sanitario obbligatorio, il Tso”. Ha continuato dicendo che “bisogna inasprire le pene”, che non é un giurista”, ma che “di fronte alla scelta deliberata di mettere a repentaglio in maniera molto seria la salute, anzi, la vita di altre persone” lui é “per il carcere”.

Addirittura é intervenuto il giornalista Bruno Vespa, che passando la palla anche lui al Ministro della Salute dice: “Ha perfettamente ragione Zaia a richiedere il trattamento sanitario obbligatorio per chi da positivo COVID19 rifiuta le cure. Nessuno ha il diritto di mettere irresponsabilmente in pericolo la salute pubblica. L’attento ministro Roberto Speranza rifletta seriamente”.


Zaia poi viene denunciato per procurato allarme da Roberto Agirmo, vicepresidente di ‘Indipendenza Noi Veneto’, che dichiara: “Quello di Zaia è terrorismo mediatico. Nella sua conferenza stampa quotidiana ha snocciolato numeri di contagiati (pochi) e di persone in quarantena continuando imperterrito a terrorizzare mediaticamente la popolazione”.

Un’altra voce fuori dal coro é quella del segretario del partito politico Forza Nuova, Fiore,  che risponde quanto segue: “Gravissime le parole del governatore del Veneto Luca Zaia che propone addirittura arresti e TSO per i positivi che vanno in giro. A parte il fatto che i positivi asintomatici non è affatto detto che siano contagiosi, anzi all’interno del dibattito perfino dall’Oms si sono espressi in questi termini; a parte il fatto che è sempre più evidente il clima di terrore che si continua a mantenere nonostante la realtà sia ormai sotto gli occhi di tutti, per il resto stiamo parlando di 5 casi su 4milioni di persone che non fanno nemmeno statistica. Il TSO lo faccia lui. A questo punto, dati alla mano, viene da dire proponiamo noi il TSO per Zaia, Crisanti, Ricciardi e Ghebreyesus. Persone che anziché cercare la ripartenza e dare forza al proprio popolo vivono seminando terrore restando in una dimensione che è davvero lontana dalla realtà. A Bill Gates ci penserà Trump. L’Italia è in preda a pazzi che vogliono la decrescita economica e demografica e la tirannide cinese: dobbiamo opporci”.

Ma il governatore del Veneto non si ferma ed emana, come preannunciato, l’ordinanza in merito all’ennesima restrizione delle libertà personali. Degno di nota é il secondo articolo, che dà la facoltà alle Ulss di collocare i soggetti in isolamento fiduciario extra-alberghiero anche in strutture alternative, dove non sia possibile la permanenza in famiglia.


Quello che preme sapere é chi deciderà se una persona invece esprimerà la volontà di restare a casa sua, quindi vicino ai suoi cari??

L’articolo 2 dell’ordinanza n.64 del 6 luglio 2020 della regione Veneto cita testualmente: “L’Azienda  Ulss  che  adotta  il  provvedimento  di  collocazione  in  isolamento  ai  sensi dell’art. 1, comma 6, del decreto legge n. 33 del 15.5.2020, in relazione al numero dei conviventi nell’abitazione, può disporre l’effettuazione dell’isolamento presso strutture alternative  individuate dall’Azienda  medesima  in  collaborazione  con  la  Protezione Civile in conformità alle disposizioni regionali, con oneri a carico dell’interessato”.

ordinanza 6 luglio veneto
Parte dell’ordinanza n.64 del 6 luglio 2020 della regione Veneto

Dubbi sulle metodologie delle scelte politiche

Ad oggi ci facciamo ancora delle domande, alle quali stiamo cercando delle risposte plausibili, nonché legate ad una metodologia non empirica delle scelte, dunque ci chiediamo un pò di cose che riportiamo:

  1. perché hanno intubato i malati considerando che era dapprima la coagulazione intravascolare disseminata ad intervenire nei poveri pazienti.
  2. perché il Ministero della Salute nelle sue circolari ha fin da subito sconsigliato le autopsie, considerando che il virus senza ospite cessa di esistere anch’esso (e questo lo sanno anche i bambini). Considerando inoltre che fino a prima della morte tutto il personale era in contatto con il paziente? Che problema avrebbero avuto ad averci contatto anche post mortem?




La circolare sostituisce integralmente quella, avente medesimo oggetto, dello scorso 8 aprile 2020 – prot. 12302, ed é un aggiornamento di inizio maggio di norme varate dallo stesso ufficio sin dal 22 febbraio e ribadite il 17 e il 29 marzo.

Circolare ministero della salute autopsie

 

L’oggetto cita: “Indicazioni emergenziali connesse ad epidemia Covid-19 riguardanti il settore funebre, cimiteriale e di cremazione”, al punto C, intitolato ‘Esami autoptici e riscontri diagnostici’, al paragrafo 1, é scritto: “Per l’intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati Covid 19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio”.

Inoltre al punto 2, con riferimento a un eventuale interesse e intervento della magistratura si prescrive: ”L’autorità giudiziaria potrà valutare, nella propria autonomia, la possibilità di limitare l’accertamento alla sola ispezione esterna del cadavere in tutti i casi in cui l’autopsia non sia strettamente necessaria. Analogamente le Direzioni sanitarie di ciascuna regione daranno indicazioni finalizzate a limitare l’esecuzione dei riscontri diagnostici ai soli casi volti alla diagnosi di causa del decesso, limitando allo stretto necessario quelli da eseguire per motivi di studio e approfondimento”.

Ma grazie alle autopsie si sarebbe potuto scoprire che il primo effetto del Covid 19 è la CID, Coagulazione Intravascolare Disseminata. Cioè la formazione di grumi nel sangue e di trombosi, e che solo in seguito e nei casi resistenti alle cure antitrombosi arrivava la polmonite interstiziale doppia.

A proposito di quanto stiamo scrivendo l’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l’Unione medica euro mediterranea (Umem) e il Movimento internazionale Transculturale interprofessionale Uniti per Unire (UxU) hanno chiesto al Governo Italiano, al Ministero della Salute e all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di chiarire riguardo le autorizzazioni per effettuare le autopsie dei deceduti con Coronavirus, sulle autopsie effettuate in Italia dai medici italiani e sul ruolo delle trombosi, embolie e Coagulazione Intravascolare Disseminata (CID) come cause di morte dei pazienti contagiati con Coronavirus.


Dubbi sull’affidabilità dei tamponi

Riguardo le scelte politiche, determinate oramai inevitabilmente dai tamponi, il discorso è ancora più complesso di ciò che sembra.

A tal proposito dovremmo parlare innanzitutto di affidabilità dei tamponi (in origine alla produzione) attraverso prove, che come dice il professore del dipartimento di statistica del CDC (Center for Disease Control) Tom Taylor, NON SONO STATE POSSIBILI a causa dei tempi.

Taylor infatti sostiene che in condizioni normali, il CDC lavora a prove estese ed importanti per confermare l’affidabilità dei tamponi, e queste richiedono addirittura 1 anno. Quindi il tutto é proceduto nell’assenza di approfonditi percorsi di validazione scientifica dei test. Inoltre essendosi reso impossibile seguire i percorsi canonici, i produttori dei kit e laboratori di tutto il Paese (USA) hanno poi proceduto empiricamente.

Poi ci sarebbe un’altro discorso da fare e riguarda il fatto che i tamponi rilevano la qualità della carica virale, ma non la quantità. Ma non dovrebbe essere la QUANTITÀ a determinare una possibile infezione e quindi di conseguenza le scelte politiche al riguardo??


Il Washington post in un suo articolo: “La revisione, condotta da due avvocati del Dipartimento della salute e dei servizi umani, ha anche affermato che il CDC aveva “una pressione del tempo” per avviare i test e pratiche di laboratorio che potrebbero essere state insufficienti per prevenire il rischio di contaminazione”. I falsi positivi sono emersi durante il test di campioni di ‘controllo negativo’ che contenevano acqua altamente purificata e nessun materiale genetico. Questo aspetto del test era essenziale per confermare che i risultati sarebbero stati affidabili e non distorti dalla contaminazione”.

Washington post CDC coronavirus test kits

Pertanto alla luce di tutto questo le decisioni politiche su quale fondamento scientifico-epidemiologico si basano?

Considerando l’elevata percentuale si falsi positivi e falsi negativi, le decisioni che attaccano ulteriormente la libertà individuale e di scelta, nonché la serenità delle famiglie, sono attribuibili alla realtà oggettiva dei fatti?

Andrea Ippolito



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