Avete sentito di azioni dei “Black lives matter” in altri periodi della storia degli ultimi 10 anni?

Nati nel 2013 iniziano con minime attività: una protesta social e qualche discesa in strada (con poco rumore) nello stesso anno dalla fondazione.


Una protesta con qualche breve rivolta nel 2014.

In azione massiva nel 2015 a Baltimora, dopo la morte di un giovane afroamericano (Freddie Gray), con incendi, pestaggi, omicidi e saccheggi. Il governatore Larry Hogan dichiara il coprifuoco e lo stato d’emergenza con lo schieramento della Guardia Nazionale del Maryland. Sempre nel 2015 partecipano alle discussioni pubbliche sulle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America. Allora l’attenzione mediatica sugli eventuali candidati per le elezioni del 2016 fu talmente alta da cominciare subito dopo le elezioni del 2012.

I Black lives matter prendono poi una pausa di 4 anni.

Black lives Baltimora, Maryland
Baltimora, Maryland



Ma si ricompattano prima delle elezioni del 2020, le loro azioni sono sotto gli occhi di tutti. Va ricordato che a soli 3 giorni di distanza dalla morte di Floyd, il fratello partecipa a video trasmissioni e manifestazioni pubbliche in strada, dove appoggia platealmente la parte democratica del paese, e cioè la stessa che non solo gestisce lo stato del Minnesota dove ci sono stati i disordini, ma anche le forze di polizia di Minneapolis.

Le rivolte per la tragica morte Gray (2015) rimasero limitate ad una sola città e non ottennero la visibilità e l’attenzione conquistata poi nel 2020. Forse perché lo stato dove cominciarono la rivolta era repubblicano o forse perché venne dichiarato subito il coprifuoco e schierata la guardia nazionale del Maryland?? Questo non lo sapremo mai.



Le parole del governatore Larry Hogan, all’indomani delle rivolte dell’aprile 2015, furono: “la gente ha il diritto di protestare e di esprimere la propria frustrazione, ma le famiglie di Baltimora meritano pace e sicurezza nella loro comunità e questi atti di violenza e distruzione della proprietà non saranno tollerati. Io condanno duramente questi attacchi diretti ai civili innocenti”.

black lives Minneapolis


Di quanto abbiamo scritto abbiamo riprova in alcune dichiarazioni che ritrovate su “The political insider“: Patrisse Cullors, infatti, uno dei fondatori del movimento Black Lives Matter, ha ammesso che sono “marxisti addestrati” e che il loro obiettivo è “far uscire Trump”, quindi estrometterlo dalla Casa Bianca.

E’ stato aggiunto inoltre che “il presidente Trump non deve essere in carica a novembre” e che “dovrebbe dimettersi ora”.

Andrea Ippolito

 

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