I primi mesi del 2020 sono stati per il nostro Paese devastanti. Un virus sconosciuto, la cui velocità del diffondersi ha colto di sorpresa scienziati, medici e l’intera popolazione, ha sconvolto il nostro paese causando morti, un lockdown durissimo, intere famiglie allo strenuo ed ora seri problemi nella ripresa economica. La speranza di superare queste epidemia, il forte desiderio di lasciarsi alle spalle rinunce e sacrifici potrebbe spingere ad un ottimismo troppo precipitoso.


La proroga dello stato d’emergenza consentirebbe al governo, laddove dovessero ripresentarsi le condizioni di estrema emergenza sanitaria, di poter intervenire tempestivamente e senza attendere l’approvazione del Parlamento e, a botta di DPCM, Conte potrebbe emanare provvedimenti urgenti ad efficacia immediata. Questi poteri speciali permetterebbero, fra l’altro, di poter limitare le libertà personali, acquisire beni privati per rispondere alle necessità della comunità, intervenire d’imperio nella gestione della sanità.


Il governo, in attesa di sviluppi, che tutti si augurano positivi, sembra preferisca portarsi un passo avanti, ed assicurarsi tutte le risorse ed i mezzi utili per affrontare un eventuale riaccendersi dell’emergenza Covid.

Di fatto la fine della pandemia non sembra cosa fatta e la possibilità di prorogare lo stato di emergenza è un’ipotesi plausibile. Va detto che in ogni caso per adesso si tratta solo di una ipotesi dato che manca ancora la conferma ufficiale del Presidente del Consiglio.


L’eventuale decisione, al vaglio del Ministro della Salute Speranza e dal Comitato tecnico scientifico, porterebbe l’Italia in stato di emergenza per altri 6 mesi, fino al 31 dicembre 2020.

Non sono mancate le immediate reazioni dei partiti di opposizione: i contagi sono sotto controllo e prorogare lo stato d’emergenza e le eventuale restrizioni devasterebbero definitivamente l’economia italiana.

Mimmo Lucci

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