Ieri, sabato 11 luglio intorno alle 19,00 c’è stata la presentazione del libro “Il grido dei penultimi” del presidente del Popolo della famiglia Mario Adinolfi. Un gruppetto di giovani si sono insediati alle porte d’accesso delle sale. Nonostante la loro presenza Adinolfi scortato dalle forze dell’ordine è entrato dall’ingresso principale a schiena dritta tra l’indegna gazzarra, come lui stesso ha definito il gruppo, che l’ha duramente contestato. “Piccoli fascisti, in cinquanta contro uno, mossi da una sinistra camorrista che vuole impedire si attui la democrazia, ma oggi ho vinto io”, cosi oggi scrive il giornalista sulla sua pagina social.


Successivamente verso le 20,00 anche il Sindaco Russo che ha concesso il patrocinio per l’evento è stato oggetto di contestazioni, addirittura si è parlato di lancio di preservativi, ovviamente nuovi. Questa sarebbe la Pomigliano che “non odia”, come titola lo striscione del gruppo contestatore, hanno commentato alcuni cittadini presenti.




Le polemiche sulla presenza di Mario Adinolfi nella città pomiglianese per la presentazione del libro, è cominciata già una settimana fa dopo l’affissione dei manifesti dove compare il gonfalone della città di Pomigliano che suggella il patrocinio del comune all’evento.

Da subito sono partite le polemiche del consigliere del Partito Democratico Antonio Tondi e dell’ex segretario cittadino Michele Tufano. Consigliere ed ex segretario hanno tuonato esplicitamente “patrocinio inopportuno”, chiedendo a Russo di eliminare il simbolo della città dalla presentazione dall’evento perché la presenza di un “misogino e omofobo”, non corrisponde alla volontà di tutta la città. Dal canto suo Russo si è rifiutato facendo appello alla democrazia e dichiarando “Tutti possono dire la loro fino a quando ci sarò io. Ho letto il libro non condivido molti dei punti e degli argomenti trattati come la negazione alla morte assistita, che contesterò ferocemente in loco ad Adinolfi”.


Il clima politico pomiglianese è concitato, ogni occasione crea e genera attacchi e slogan offensivi nei confronti del sindaco uscente da parte di alcuni esponenti dell’opposizione che spesso sforano nella volgarità e nel ridicolo, anche se mossi da principi giusti, come la contestazione di un personaggio pubblico poco amato come Adinolfi, che tra l’altro sull’argomento “terra dei fuochi” definì il popolo campano “un popolo di merda”.

Cinzia Porcaro

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