Alberto Zangrillo: “Evocare l’emergenza porta al panico e alla morte sociale”

"La più grande preoccupazione in campo sanitario è riprendere a curare quei malati che, per colpa di Sars Co V2" vengono trascurati "da almeno 5 mesi"

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ZANGRILLO

Alberto Zangrillo nell’ultima intervista continua a ripetere instancabilmente quello che sta dicendo dal 30 maggio, giorno in cui ammonì per un ritorno alla vita in serenità, e rimane fermo nelle sue posizioni: “Evocare l’emergenza porta al panico e alla morte sociale”.


Oggi afferma che é “un mese che in Lombardia non si muore più di Covid”, ma per il professore la più grande preoccupazione in campo sanitario è, come dice: “riprendere a curare quei malati che, per colpa di Sars CoV2, trascuriamo da almeno 5 mesi”.

Certamente chi si é fatto un minimo di cultura al riguardo si sarà reso conto che l’annunciazione dei “casi” nei media nazionali, non riguarda i “malati”, ma persone che potrebbero aver contratto, potenzialmente, il virus.

Chi si é studiato un pò qualche documento, potrà aver trovato riscontro su innumerevoli casi che hanno dato vita a falsi positivi e falsi negativi, a riprova di quanto stiamo affermando, esistono studi a supporto che lo confermano.



E a quelli che denigrano e hanno denigrato gli scienziati di fama internazionale, magari quelli più anziani, con maggiore esperienza, che alla fine hanno pure avuto ragione sull’andamento del virus, riportiamo una frase dello stesso professore del San Raffaele di Milano: “le più grandi scoperte della medicina moderna sono transitate dal letto del malato“.

Il medico infatti si dice diffidente verso i “leoni da tastiera” e afferma di fidarsi “dei veri virologi che hanno costruito la loro reputazione contrastando i micidiali virus del passato in stretta correlazione con i clinici”.

Zangrillo nell’intervista alla Stampa continua a ricordare che oggi bisogna “riprendere a curare quei malati che, per colpa di Sars Co V2” vengono trascurati “da almeno 5 mesi”.


Poi fa un esempio mettendo alla luce “il modo di comunicare scorretto che non rispecchia la realtà” dei media, e dice: “Il nonno di Pierino è coinvolto in un grave incidente stradale sulla tangenziale di Milano. Viene portato in emergenza in Pronto Soccorso, laddove oltre alle manovre di rianimazione, viene sottoposto, come tutti i pazienti, che entrano in un ospedale italiano, al tampone orofaringeo. Purtroppo, nonostante le cure, il nonno di Pierino, nel frattempo risultato Covid positivo, dopo due giorni viene a mancare in conseguenza del grave trauma subito. La causa di morte del nonno è chiara a tutti ma purtroppo verrà addebitata al virus”.

Non poteva mancare la critica al Comitato tecnico scientifico, che ammonisce con questa frase: “Il quadro clinico del Grande malato Italia è nelle mani del Comitato Tecnico Scientifico”.


Ma Zangrillo, ricorda comunque che “il bene comune oggi è buon senso” e quindi “norme igieniche, non uscire di casa se si ha la febbre, coinvolgere il proprio medico per ogni dubbio, rispettare le norme di sicurezza indicate”. E allo stesso tempo dà anche il merito al CTS “di aver suggerito in tempi esatti un doloroso ma necessario lockdown”. Poi conclude desideroso che “le loro indicazioni (sempre del CTS) tengano in maggior considerazione le evidenze cliniche attuali”, perché dice che “in questo momento storico c’è bisogno di condivisione, coraggio e lucida visione di un quadro globale”.

Andrea Ippolito



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