“Il fiume Sarno è ormai divenuto famoso in tutta Europa per il suo record negativo di fiume più inquinato. Per comprendere le cause di tale primato bisogna ripercorrere le tappe salienti di una passata stagione politica, esclusivamente di sinistra, che si è completamente disinteressata della problematica”, così ha esordito Angela Procida. La pluripremiata campionessa paralimpica di nuoto si tuffa anche nel mondo della politica. Lei è la probabile capolista con “Caldoro Presidente” per le elezioni regionali della Campania che si terranno questo settembre.


Classe 2000, stabiese di nascita, iscritta al partito “Cambiamo” e studentessa d’ingegneria biomedica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, conferma il suo impegno come ambientalista quando sarà eletta. Uno dei focus del programma di centrodestra è il risanamento del fiume Sarno.

Fino alla sua foce è stato un fiume balneabile ed estremamente pescoso, famose e prelibate erano sui tavoli dei ristoranti campani le anguille del fiume Sarno. Poi dalla fine degli anni ‘70 ad oggi un insensato sviluppo industriale, ma soprattutto l’assenza di una rete fognaria, per civili abitazioni, idonea al fabbisogno demografico, il tratto fluviale che tocca San Marzano sul Sarno, Poggiomarino, Angri, Scafati, Pompei, Castellammare e Torre Annunziata, si è trasformato in una vera e propria cloaca a cielo aperto”.


Attacchi fulminanti all’amministrazione De Luca: “In cinque anni di mandato si è chiacchierato tanto, fin troppo, e concretizzato nulla. Con la mia candidatura mi prefiggo l’obiettivo di riprendere e portare a termine ciò che Caldoro ha incominciato nel suo primo mandato. Urge mettere in campo una programmazione tecnica che porti al monitoraggio e all’ammodernamento della rete fognaria dei comuni bagnati dal Sarno”.

Risale proprio alla scorsa legislatura, con al timone Stefano Caldoro, la stipula del Grande Progetto Sarno avvenuta alla fine del 2014. Comuni interessati come quello di Scafati, Boscoreale, Calvanico e Siano avrebbero beneficiato di un ammodernamento della rete fognaria, impedendo, di fatto ai liquami di essere sversati nel fiume e permettendo una graduale depurazione e bonifica dello stesso tratto fluviale inquinato. Il progetto fu finanziato, grazie ad una delibera firmata dalla Giunta della Regione Campania, per un importo di 37milioni di euro. Della somma totale, 28 milioni furono destinati al finanziamento della realizzazione dell’intero sistema fognario di Scafati; 9 milioni furono finalizzati al completamento delle reti fognarie di Boscoreale.


“Nel maggio 2015 il governatore De Luca ha interrotto tutti i lavori e la spendita dei fondi offerti dall’Europa. Ne è conseguito un totale immobilismo – ha sostenuto Angela Procida – bisogna portare a compimento l’opera”. Poi ha lanciato la proposta per le aziende votate alla green economy: “Desidero fortemente la messa a disposizione di congrui incentivi economici per le aziende volte alla green economy che si dedicheranno ad indirizzare parte dei loro profitti alla salvaguardia dell’ambiente ove sono allocate. Bisogna puntare sull’ecologia se si desidera cambiare le carte in tavola. Le aziende in oggetto devono essere sostenute con incentivi pubblici, regionali, statali ed europei. Mi sembra doveroso permettere un vantaggio economico a coloro che useranno un modus operandi che inquinerà di meno”. Ed ha concluso: “Sono e siamo convinti che solo un giusto equilibrio tra ambiente ed occupazione lavorativa possa rappresentare una possibilità reale per un progresso sociale sostenibile”.

Emanuela Francini

 

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