Questo è quello che può succedere ad un bambino oggi nel paese che noi amiamo ancora. Ecco la testimonianza raccolta online di una nonna, che racconta la disavventura vissuta dal figlio, dalla nuora e dal nipotino.

“Mio nipote, 9 anni, febbre a 40 da 3 gg. Ma ha solo febbre, niente tosse, niente dolori ossei… insomma nulla.


La sua mamma chiama la pediatra, che le dice di portarlo all’ospedale (che dista da loro circa 1 ora e mezza), perché devono fargli il tampone.

Mia nuora fa presente che il bambino ha la febbre alta e tutta quella strada da fare non è il massimo. Chiede dunque di poterlo portare al suo ambulatorio. Ma niente da fare, perché la pediatra insiste che devono portarlo in ospedale.

Perciò fa più di un’ora di strada, parcheggia l’auto dopo alcune peripezie e poi finalmente si raggiunge il pronto soccorso. Lì, invitano mio figlio (il papà) ad uscire, ma proprio uscire dall’ospedale (quindi non solamente fuori dal pronto soccorso).

Fanno 2 tamponi!! Uno in gola… e sono andati talmente in profondità che è uscito sangue dalla bocca. Poi ne fanno 1 altro nel naso. Lui urla, ma bisogna tenerlo fermo…

Finita sta pantomima, tutto il personale li evita come la peste.


REFERTO: Devono tornare a casa. Stare in quarantena, avvisare tutti quelli che li hanno frequentati negli ultimi 15 giorni.

Mio figlio deve chiamare in azienda per avvertire che non può presentarsi. Dovete anche sapere che gli scade il contratto il 31 luglio, e lui deve dire che non può andare.

Nel pomeriggio il bimbo ha una visita prenotata da mesi, ma non può più andare a questo punto. Allora mia nuora chiama per posticipare la visita e le rispondono che non può farlo. Deve andare per forza altrimenti avrà pure la sanzione.

Hai voglia a spiegare a questi cosa è successo nel giro di poche ore a questa famiglia. Quindi stanno al telefono finché raggiungono l’accordo di mandare un documento dove la pediatra certifica quello che è successo… ma la pediatra non è in ambulatorio”.


Doveroso riportare una notizia sui tamponi e sugli eventuali rischi durante il test

Il 19 maggio usciva un articolo sulla testata Il Giornale dal titolo: “Tamponi, guida errata dell’Iss: “Rischio di lesioni al cervello”, e sottotitolo “Il 7 aprile il primo rapporto sul prelievo del test. L’Iss lo modifica 10 giorni dopo, ma è ancora online. ‘Rischio falsi negativi’.

Qui si presentava un errore nella stesura della guida all’utilizzo dei tamponi, infatti il documento é poi stato rivisitato.

Il rapporto n.11 del 7 aprile contiene un grave errore, come afferma a “La Stampa” l’otorinolaringoiatra dell’Ospedale Maggiore di Bologna, Gaetano Libra: “In quel testo si indica una posizione verticale obliqua del tampone, anziché orizzontale rivolta in direzione del canale uditivo, come dovrebbe essere. Con il rischio che, eseguito in questo modo, il tampone non raggiunge la zona dove si raccolgono muco e secrezioni nei quali va ricercato il virus. Inoltre in questo modo c’è il serio rischio di lesioni al cervello e al bulbo olftattivo”.


Il 17 aprile l’Istituto Superiore di Sanità ha aggiornato il documento, anche se a distanza di 10 giorni, pubblicando poi la versione corretta.

Il dubbio é, nonostante gli studi oramai conclamati sui falsi positivi ed i falsi negativi, tutti gli operatori seguiranno le linee corrette?

Andrea Ippolito

 

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