Migliorano le condizioni dell’Appuntato Giovanni Ballarò, in servizio presso la stazione dei Carabinieri di Gragnano, violentemente aggredito nella notte tra venerdì e sabato scorso a Castellammare di Stabia. Intanto, dopo l’arresto dei primi quattro componenti del doppio branco che ha lasciato privo di sensi sull’asfalto il militare, continuano le indagini e la ricerca degli aggressori, una decina di uomini in tutto.


In particolare si continua a dare la caccia all’uomo che, come si vede dai video in possesso dei Carabinieri e diffusi su media e social, ha colpito alla nuca il carabiniere con un tavolino di alluminio di un bar. Ballarò era intervenuto per provare a sedare una rissa scatenata da un tamponamento tra due scooter, ma era stato a sua volta prima investito da uno scooter e poi aggredito mentre provava a documentare la scena dell’incidente e la lite tra due coppie con il proprio cellulare.

Dopo lo sconcertante ed incredibile fatto di assoluta inciviltà, mancanza di legalità e ferma condanna di piazza Principe Umberto, a Castellammare di Stabia, il carabiniere 39enne era stato trasportato all’ospedale stabiese San Leonardo, dove, dopo le prime ore nelle quali si era accertata la gravità delle sue condizioni, il quadro clinico è andato via via migliorando, anche se la prognosi rimane di 25 giorni.


Gli arrestati sono i tre a bordo dello scooter che hanno investito alle spalle uomo dell’Arma, mentre il quarto arrestato è l’aggressore che, pur essendo estraneo alla vicenda, in un secondo tempo, dopo il tentativo di reazione da parte di Ballarò era intervenuto, alle spalle del carabiniere, colpendolo alla testa con un casco, come ben si vede nel video.

Alla guida del motociclo vi era Ferdinando Imparato, 27enne nipote di Salvatore «’o paglialone», boss del rione Savorito. In sella senza casco, dietro Imparato, c’erano un 17enne P.D.M., già con precedenti, e Giovanni Salvato, di 22 anni. Il quarto aggressore arrestato è 19enne Pio Lucarelli, figlio di Giovanni, affiliato al clan D’Alessandro e imparentato con i Vitale, gruppo che gestisce la piazza di spaccio del Centro Antico di Castellammare.


In pratica contro l’appuntato Giovanni Ballarò si sono avventati due gruppi appartenenti al clan D’Alessandro: prima gli uomini del “Bronx Faito” del rione Savorito, successivamente quelli del Centro Antico. Una volta atterrato, dopo il vile colpo alla nuca sferrato dal quinto aggressore con il tavolino in alluminio, ancora altre cinque persone si sono accanite contro il carabiniere.

Gli arrestati per l’aggressione insieme a Manuel Spagnuolo, il 42enne arrestato per aver sottratto il borsello a Ballarò privo di sensi, restano in attesa che sia fissata l’udienza di convalida del fermo che arriverà entro oggi.

I Carabinieri che stanno indagando coordinati dal procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, dall’aggiunto, Pierpaolo Filippelli e dal sostituto Andreana Ambrosino, stanno stringendo il cerchio intorno all’uomo che ha colpito Ballarò con il tavolino. L’aggressore sarebbe già stato individuato grazie alle immagini acquisite dagli inquirenti e alcune testimonianze rilevate tra i presenti al grave fatto criminale.


Identificati anche gli altri sei aggressori, per i quali al momento gli inquirenti procedono a piede libero, con i reati contestati a tutti che sono quelli di lesioni pluriaggravate, violenza e resistenza a pubblico ufficiale in concorso. Tutte persone riconducibili al clan D’Alessandro.

«Ci costituiremo parte civile contro le bestie che hanno quasi ammazzato un militare, messo a soqquadro una città e sparso fango su Castellammare». Queste le parole del sindaco stabiese Gaetano Cimmino, che ha dichiarato: «La città delle acque non rinuncerà alla candidatura a Capitale italiana della Cultura per il 2022», ma ha deciso di spostare, per rispetto e solidarietà al carabiniere aggredito e all’Arma, la presentazione al pubblico del dossier per la candidatura.


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