Riparte domani, mercoledì  5 agosto, “Lapilli sotto la cenere”,  l’offerta di contenuti digitali avviata durante il periodo del Lockdown dal sito archeologico di Ercolano.

Nei mesi della quarantena, moltissimi siti archeologici, musei e teatri, rispondendo in modo costruttivo alla necessità e all’obbligo di restare in casa per poter arginare l’emergenza Covid-19, hanno fatto dei social un modo per intrattenere il pubblico e, allo stesso tempo, per avvicinarlo alla cultura e alla storia.


Nell’ottica di poter offrire agli utenti la possibilità di visitare virtualmente i siti chiusi per la pandemia, anche il Parco Archeologico di Ercolano, in quel triste e lungo periodo, ha voluto condividere il suo inestimabile patrimonio attraverso la serie social “Lapilli”.

Terminata la quarantena il sito campano è nuovamente fruibile dai visitatori anche se con le dovute precauzioni e nel rispetto del norme tutt’ora vigenti sul contenimento.

Con l’estate e la sempre maggiore presenza di turisti e visitatori, il sito ha aumentato, inoltre, a 50 il numero massimo delle persone per fascia oraria, consigliando l’acquisto dei biglietti online per evitare file ed assembramenti.


Tuttavia il Parco non ha accantonato il suo progetto digitale, anzi intende farne un punto di forza.

Grazie alla nuova serie denominata “Lapilli sotto la cenere” Ercolano intende offrire a tutti, accanto alle classiche ricostruzioni digitali  in 3D scan ad opera dell’Herculaneum Conservation Poject,  approfondimenti e curiosità.

A partire da domani, 5 agosto, l’appuntamento si rinnoverà ogni mercoledì, sulle pagine di facebook, dove sarà possibile assistere agli interventi del direttore Francesco Sirano, nonché di esperti del settore e del personale specializzato che accompagneranno il visitatore “virtuale” a scoprire i tesori nascosti del Parco, in particolar modo le zone in fase di restauro e spesso non accessibili al pubblico.


L’offerta digitale si arricchirà anche di una serie intera dedicata alla figura di Ercole. “Con i Lapilli sotto la cenere la visita digitale integra quella reale” dice il direttore Francesco Sirano ”ampliando ulteriormente la fruizione dei visitatori portandoli anche ad esplorare realtà che per necessità conservative, di restauro o contingenze non sono accessibili. Il format ripropone le modalità oramai care alla community che ogni settimana si ritrova sui canali social del Parco come in una piazza virtuale, commentando i contenuti e scambiandosi opinioni e idee. E nei prossimi mesi l’offerta digitale sarà arricchita e diversificata grazie ai progetti su cui stiamo lavorando da tempo insieme all’Herculaneum Conservation Project con il sostegno sia della Fondazione Packard sia delle istituzioni pubbliche grazie alle quali il Parco non solo partecipa al progetto della Regione Campania ‘Move to cloud’, ma soprattutto ha ricevuto un importante finanziamento del MiBACT nell’ambito dei fondi europei per il Museo Digitale dell’Antica Herculaneum”.

Share