Tra il 20 ed il 21 settembre 2020 si voterà per il referendum sul taglio dei parlamentari, si tratta del referendum popolare confermativo relativo all’approvazione del testo della legge costituzionale recante modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari.


Con questa riforma l’Italia diventa il secondo paese con meno parlamentari e avrà in definitiva 400 deputati e 200 senatori, l’istituto dei senatori a vita viene conservato a 5 (numero massimo), fino a prima della riforma invece 5 era il numero massimo che ciascun presidente poteva nominare. Vengono ridotti anche gli eletti all’estero, infatti i deputati scendono da 12 a 8, mentre i senatori da 6 a 4.

deputati italiani

Andando a vedere sempre i numeri reali oggi troviamo 1,57 parlamentari ogni 100mila abitanti. Nello specifico, e sempre in rapporto alla popolazione, 1 deputato ogni 96.000 abitanti ed un senatore elettivo ogni 192.000 abitanti (senza considerare i senatori a vita).

In caso di approvazione definitiva della riforma avremmo però un numero dei deputati al ribasso pari a 0.7 su 100mila, in assoluto la percentuale minore fra gli Stati membri dell’Unione europea.


Ma c’é da dire anche che oggi siamo 22esimi a livello internazionale per numero di parlamentari in relazione ai cittadini e se la riforma dovesse passare anche in questa classifica saremmo tra gli ultimi.

La prima domanda da porsi per comprendere meglio di cosa stiamo parlando é però: ma il numero dei parlamentari italiani é veramente il più alto d’Europa?

Curiosamente troviamo che se volessimo avere lo stesso rapporto abitanti-parlamentare che c’è in Finlandia ad esempio, dovremmo aggiungere e non togliere, raggiungendo infine un numero che va ben oltre le 2.000 unità.

Mentre in rapporto alla Germania dovremmo ridurlo, abbiamo per i tedeschi infatti 0,94 parlamentari ogni 100mila abitanti, ma lì hanno però una popolazione di oltre 80 milioni di abitanti, quindi 20 milioni in più rispetto alla nostra. Mentre i consiglieri regionali sono 1875, ben oltre il doppio dei nostri 897.


Riguardo gli altri paesi ed il rapporto “deputato per abitante” abbiamo di seguito una classifica con alcuni stati dell’UE, dove troviamo addirittura alcuni paesi con oltre 4 rappresentanti ogni 100mila abitanti, incredibilmente il Lussemburgo 10 e Malta 14:

  1. Francia, Paesi Bassi e Germania (0.9)
  2. Regno Unito (1)
  3. Polonia (1.2)
  4. Belgio (1.3)
  5. Austria (2.1)
  6. Danimarca (3.1)
  7. Grecia (2.8)
  8. Portogallo (2.2)
  9. Svezia (3.4)
  10. Slovenia (4.4)
  11. Lussemburgo (10)
  12. Malta (14.3)

Potremmo dire nel complesso che in Italia abbiamo più o meno 3 politici, cumulati tra parlamento e regioni, ogni 100mila abitanti, i quali appartengono al parlamento e alle regioni.


Perché il paragone con gli USA é improponibile

Il Senato (100) americano condivide con la Camera dei Rappresentanti (435) il potere legislativo, infatti i senatori possono anche presentare proposte di legge, questi ultimi sono i due rami del Congresso degli Stati Uniti.

parlamentari USA

A Washington troviamo dunque 100 senatori, e se alcune affermazioni che sentiamo spesso riguardano addirittura i costi dei rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti d’America confrontati con i nostri, vediamo invece che in fondo non é così.

Il confronto non andrebbe proprio fatto anche perché non si sta parlando di un singolo stato, bensì del Congresso americano. Comunque se guardiamo ai soli senatori degli Stati Uniti, i 100 costano molto di più di quelli italiani: in definitiva 7 senatori americani costano più di ben 318 nostri.


Il trattamento economico dei nostri parlamentari

Dal 2005 il trattamento economico complessivo dei parlamentari è stato ridotto del 30%, questa cifra riguarda le indennità, i benefit ed i vitalizi.

Nella pratica abbiamo 12.434,32 euro nel 2005, oggi invece 10.385,31.

Sul fronte delle pensioni/vitalizi invece abbiamo avuto il passaggio (2011) al sistema contributivo anche per i parlamentari, pertanto la riduzione é arrivata al 70% (una sola legislatura) e del 60% (per 2 legislature), pertanto ad oggi la totalità di ciò che percepisce un parlamentare, tra indennità e pensione futura, é scesa di poco oltre il 50%.

Inoltre va detto che questo calcolo è stato esteso (2018) a tutti gli ex parlamentari.

parlamento italiano riduzione costi

Sempre parlando di vitalizi andiamo a smontare un’altro luogo comune affermando che dal 2012 in Italia non esiste più il vitalizio, in pratica si può parlare di trattamento simile a quello che ogni datore di lavoro garantisce ai propri dipendenti. Inoltre in Germania il diritto alla pensione arriva dopo 1 solo anno dalla carica.

Se vogliamo inoltre parlare dell’indennità netta dei parlamentari, confrontandola con alcuni stati europei troviamo questa singolare classifica:

  1. Unione Europea 6.824, costo annuale per parlamentare 231.490, costo totale 150.468.630 milioni;
  2. Germania 6.813, costo annuale per parlamentare 323.436, costo totale 195.031.908 milioni;
  3. Francia 5.715, costo annuale per parlamentare 252.971, costo totale 232.733.578 milioni;
  4. Regno Unito 5.059, costo annuale per parlamentare 231.490, costo totale 150.468.630 milioni (incluso i membri della Camera dei Lords, che godono però solo di rimborsi spese);
  5. Italia 5.000, costo annuale per parlamentare 169.327, costo totale 160.522.299 milioni;

Andrea Ippolito

 

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