Classe ’52 ed originario di Boscotrecase, è Mario Grazio Balzano una delle new entry in “Un Posto al Sole“, soap opera ormai storica targata Rai 3. Sarà presente nelle puntate a partire dal 26 agosto.

Attivo da oltre quarant’anni nel mondo del teatro, nel corso della sua carriera ha ricevuto riconoscimenti come il premio “Migliore Regia” nella rassegna Teatramo Napoli 2012 con il lavoro “Mousiké” e, nell’anno seguente nella stessa rassegna, il premio ”Migliore Attore” con il lavoro “Tracce“.


Mario Grazio Balzano ha così raccontato a il Gazzettino Vesuviano il suo passaggio dal palco al set.

Facciamo un tuffo nel passato. Raccontaci i tuoi primi passi nel mondo del teatro

La prima volta che sono stato sulla scena è stato nel 1980 al Teatro Massimo di Boscotrecase nel personaggio di Giovannino. Ho provato un’emozione irripetibile, di quelle che ti capitano una volta sola. Riflettori e quarta parete: un momento unico“.

Sei stato anche acting coach presso l’Università degli Studi di Salerno. Perché, secondo te, molti giovani scelgono quest’arte e quale consiglio dai loro per realizzare al meglio le proprie aspirazioni?

I giovani oggi, purtroppo, si sentono disorientati e abbandonati dal mondo che li circonda. Avvicinandosi al cinema, alla televisione e al teatro, scoprono che gli altri mostrano più attenzioni nei loro riguardi. La strada da percorrere è molto lunga, talvolta sfiduciati abbandonano. Il mio consiglio è di avere i piedi ben saldati per terra e delle spalle forti, essere sempre misurati. Principalmente si devono formare attraverso lo studio e prendere quest’arte sul serio. È un mondo di apparenze, non devono cercare tutto e subito“.



Come sei arrivato ai casting di “Un Posto al Sole”?

Sono arrivato ad “Un Posto al Sole” tramite un provino Rai. Mi sono sempre messo in discussione, perciò ho inviato un curriculum e la Rai si è mostrata interessata. Mi ha proposto un piccolo ruolo ed io ho accettato. Così sono arrivato sul set: continuerò o meno, ci sarò anche in seguito? Poco importa, adesso sono qui e sto vivendo un’altra esperienza“.

Com’è stato lavorare sul set ai tempi del Covid-19?

La Rai è molto severa nell’osservanza delle norme anti-Covid. Oltre a mantenere rigidamente il distanziamento sociale, la produzione mi ha sottoposto al test sierologico e già a due tamponi“.


Quali sono le differenze tra la recitazione teatrale e televisiva?

È nella natura del teatro far avvicinare le persone. Si possono togliere la scenografia, le luci, gli accessori ma resta il rapporto diretto tra attore e spettatore. Ciò è irripetibile: se si sbaglia una battuta, non la si può ripetere. Lo spettatore l’ha sentita e non la dimenticherà. Sul set è diverso: se si compie un errore, si dà nuovamente il via al ciak e si rigira, per offrire una perfetta visione al pubblico da casa“.

Emanuela Francini

 

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