Proprio come una partita sportiva, se vogliamo rapportarla a due squadre di calcio che lottano per un unico obiettivo, al momento la Federazione russa batte il resto del mondo per 1-0.

La Russia si proclama vincitrice nella corsa contro il Covid 19, dando al Cremlino un primato internazionale e la nuova conquista. Mosca registra il primo storico vaccino contro il Sars-Cov-2 e avvisa che presto inizierà la produzione di massa e la somministrazione.


Nonostante ci ritroviamo a leggere, da parte della comunità scientifica, che “la registrazione russa del vaccino anti-Cov id Sputnik V, arrivata senza completare tutte le fasi di sperimentazione, è avventata e basata su pochi dati”, sarebbe opportuno ricordarsi che per altre produzioni non c’è stata questa durezza di opinioni.

L’Organizzazione mondiale della sanità il 10 agosto ricorda al mondo, tramite il suo direttore generale, che servono oltre 100 miliardi di dollari per i vaccini contro il coronavirus. Come se non bastassero tutti quelli già ricevuti e che si stanno ancora stanziando dagli stati di tutto il mondo.

putin trump vaccino


Nel frattempo a distanza di poche ore la Russia, tramite il suo presidente Vladimir Putin, dà buone notizie sulla ricerca e annuncia il nuovo ‘Sputnik V’. Putin affermerà infatti: “Stamattina è stato registrato il vaccino contro il coronavirus per la prima volta al mondo…ha superato tutti i controlli”. Putin dice inoltre che è stata somministrata una dose anche alla figlia e che “i dati sono eccezionali”.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, nel briefing sul Covid-19 sostiene, proseguendo il discorso sui 100 miliardi di dollari, che “Si tratta di una grande quantità di denaro ma è poca cosa rispetto ai 10 trilioni già investiti dai Paesi del G20 in stimoli all’economia per fronteggiare le conseguenze della pandemia”. Tedros ringraziando quanti hanno contribuito fin’ora aggiunge anche: “siamo solo al 10% dei miliardi che servono”.


E’ doveroso inoltre mettere alla luce la narrativa alla quale si assiste da qualche giorno, e guardando a ritroso, anche quella di qualche mese fa. Dunque, tornando al calcio, troviamo affermazioni paradossali che simulano quelle delle tifoserie da stadio, con la differenza però che i tifosi non vengono pagati per amare la propria squadra, probabilmente chi esprime certi concetti si.

Quindi non posso fare altro che invitare i lettori a ricercare sulle varie testate i pareri degli esperti riguardanti il vaccino russo e la leggerezza che hanno avuto invece sul principio di precauzione (nel commentare) riguardo gli altri vaccini, promossi dalle case farmaceutiche.

Ad oggi bisognerebbe porsi anche altre questioni:
1) se il vaccino serva effettivamente ad immunizzare la popolazione.
2) Se oramai il vaccino, come tanti altri mezzi, non sia diventato altro che uno strumento per il controllo della geopolitica mondiale.

Andrea Ippolito



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